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    DIMMI CON CHI PRANZA E TI DIRO' COSA LEGGERAI

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    Il problema per un quotidiano che opera in regime di monopolio non è l'informazione di parte, poichè basta conoscere l'editore per capire il politico di riferimento; la vera anomalia, tutta italiana, sta nella costante azione di disinformazione. Quello che per anni è stato fatto con Debora Serracchiani. E' stata trattata come una statista quando l'economia e la sanità in Friuli Venezia Giulia non brillavano; è stata trattata come una donna indifesa quando improvvisò un pianto in consiglio regionale; è stata trattata come una donna romantica quando ha deciso di andare dal Ministro Lotti con il suo compagno Mitja Gialuz; è stata vissuta come una scelta sofferta la sua fuga scontata a Roma. Oggi viene dato ampio spazio al consigliere regionale Pd Enio Agnola per le sue dichiarazioni contro i debiti di Zamparini nei confronti della Popolare di Vicenza, dimenticando i contributi pubblici di cui il politico del Pd ha goduto quando era presidente (incompatibile) dell'albergo diffuso di Monte Prat. E così il tema dei profughi e dei clandestini che si trasforma in una notizia solo quando ad affrontarlo è il centrosinistra. Eppure l'assessore Antonella Nonino lavora per una grossa cooperativa che fa riferimento al costruttore Petrucco, anche egli vicino al Pd, che si occupa di accoglienza a 360° di stranieri e profughi. Se la cooperativa fosse stata di centrodestra si sarebbe parlato di business ma non in questo caso. E' per questo che al direttore Monestier (vedi foto) non piacciono le iniziative targate da partiti fuori dal Pd o da associazioni indipendenti. Il 12 dicembre al Palamostre di Udine si terrà un evento unico in anteprima nazionale; per la prima volta Cristiano Magdi Allam e il fondatore dei Gis, Comandante Alfa, parleranno assieme di terrorismo e sicurezza in Italia e in Friuli Venezia Giulia. Notizia che dopo settimane che è stata comunicata non ha mai trovato spazio nelle pagine del quotidiano di Monestier. Ma la peggiore disinformazione, Monestier, la compie decidendo lui chi rappresenta il centrodestra e facendo apparire la coalizione antagonista al Pd come una cozzaglia di vecchi riciclati e trombati. Ecco allora utilizzare la solita tecnica: paginoni dedicati a improbabili candidati del centrodestra suggeriti da vitaliziati che lavorano per fare perdere la coalizione di Berlusconi e Salvini. Se ne faccia una ragione il potente direttore: ormai la rete e il web hanno tolto il bavaglio alla censura mediatica e alle fake news costruite ad hoc. Visure camerali e bilanci in rosso di grosse società girano da tempo in tutte le redazioni ma qualcuno, in questa Regione, gode ancora di un occhio di riguardo, mentre per il piccolo imprenditore al primo protesto la gogna è garantita.

  • Commenti

  • Purtroppo si sta rivelando il peggor direttore di quotidiano in Friuli per sue prese di posizione che non rispecchiano il credo dei friulani. Cosa aspettano a cacciarlo come hanno fatto con il Tirreno? Commento inviato il 18-11-2017 alle 17:51 da anonimo
  • Se per quello da sempre voce a Panontin e non ci dice quando ci sarà il processo. Largo spazio a Bini e un articoletto per dire che è stata posta un interrogazione a Bolzonello per la trasformazione della cooperativa. Commento inviato il 17-11-2017 alle 11:50 da Giovanni

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