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MENTRE LA PROCURA APRE UN'IDAGINE, IL CAPO DELLO STATO NOMINA IL DIRETTORE DELLA CASA DI RIPOSO DI PALUZZA CAVALIERE DEL LAVORO

SARO AFFONDA BERTOSSI, BINI SI DEFILA DALL'ABBRACCIO

Mai come in questa tornata elettorale si è rivelata fallimentare la strategia politica del pluri vitaliziato Ferruccio Saro. Assieme ad un ristretto manipolo di amici aveva concentrato tutte le sue attenzioni sulle candidature di Sergio Emidio Bini a governatore e Enrico Bertossi (vedi foto) a sindaco di Udine. Due nomi, senza dubbio espressione di certi poteri forti ed autorevoli, ma nello stesso tempo poco simpatici e graditi all'elettorato comune. Per entrambi, stessa strategia. Partenza con autocandidatura in largo anticipo, dichiarandosi alternativi al centrosinistra ma indipendenti dai partiti del centrodestra. Per entrambi stessa platea con ampio spazio sul quotidiano locale. Poi il buio. Nessuno dei due, ad oggi, ha ufficializzato quella che potrebbe essere la struttura della propria lista e nessuno dei due ha portato a casa un minimo interessamento e gradimento del tavolo del centrodestra. Le cose, tuttavia, sono andate meglio per Bini che comunque è stato fatto sedere al tavolo dei segretari di partito della coalizione assieme al suo braccio destro, l'ex deputato padano Marco Pottino. Bertossi, invece, pare aver perso anche l'iniziale appoggio di alcuni poteri forti che vedevano in lui un candidato preparato ad amministrare la città ma, senza dubbio, troppo impopolare. Secondo rumors interni al Palazzo, Ferruccio Saro, invece, sarebbe rimasto fermo sulla sua linea di "personal politik" iniziando ad ammiccare ad una possibile alleanza fra autonomisti socialisti e Pd. Forse anche per questo, pare che Sergio Bini si stia defilando dall'abbraccio mortale con il senatore di Martignacco avvicinandosi maggiormente all'ex governatore Renzo Tondo.