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IPOTESI PECULATO SULL'UTILIZZO QUOTIDIANO DELLA LAND ROVER

UDINE IN MOVIMENTO SENZA FORZA ITALIA E LEGA NORD

Se è vero, come affermano i politici più navigati, che la cassaforte è in possesso della Regione Fvg, è anche vero che il cuore di buona parte dell'elettorato risiede nel capoluogo del Friuli: Udine. Notizia ancora più vera dal momento che nel 2018 si voterà nella stessa giornata per il rinnovo dell'amministrazione regionale e di quella comunale. A noi udinesi, francamente, pare molto brutto assistere a questo disinteresse da parte dei vertici regionali del centrodestra verso il futuro di Udine, da 20 anni in mano al centrosinistra. Riccardo Riccardi e Massimiliano Fedriga (vedi foto), leader regionali di Forza Italia e Lega Nord, hanno affidato le sorti del capoluogo friulano al tavolo gestito da Massimo Blasoni, Maurizio Franz, Loris Michelini e Ugo Falcone. Tavolo virtuale, tanto che il candidato sindaco alternativo al leghista Pietro Fontanini, potrebbe essere Alessandro Colautti, esterno al tavolo sopra citato. La stessa scissione della lista Identità Civica, a seguito della candidatura a sindaco dello zio di Irene Giurovich, e la contemporanea adesione della lista di Michelini a Progetto Civico di Sergio Bini, complica non poco gli equilibri delle trattative. Ma che leader sono, dei candidati alla guida della Regione, due politici che non capiscono l'importanza di riconquistare la città di Udine, unico caposaldo della sinistra in Friuli Venezia Giulia? Capisco che il triestino Fedriga non sia appassionato ai colori bianconeri, ma Riccardi che oggi vive a Udine, come può chiamarsi fuori da questa difficile incombenza? Il vero rischio che potrebbe profilarsi all'orizzonte, è che mentre la partita regionale la giocheranno i partiti politici del centrodestra, quella udinese diventi una questione tutta locale dove vecchie e nuove forze civiche troveranno più facilmente la quadra senza l'ingombrante presenza di politici assenti ed impresentabili.