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INCIUCIO SPECIALE: CERNO, SERRACCHIANI E BALLOCH

Mentre la siccità ha piegato Roma, Carminati e Buzzi vengono condannati a vent'anni di carcere e in Parlamento si lavora alla nuova legge elettorale, in Friuli lo scandalo dei prosciutti e l'arrivo in massa di profughi occupano le pagine dei giornali. A pochi mesi da un probabile election day, Riccardo Riccardi e Massimiliano Fedriga si contendono la candidatura a presidente, mentre Sergio Bolzonello sempre più nervosamente attende la scelta finale della governatrice in carica. Nel frattempo, ieri sera, una lunghissima e farzosa cena ha visto banchettare assieme, coperti da una tenda scura, nel prestigioso ristorante L'orsone di Cividale, alcuni potenti vip (vedi foto). La prima a raggiungere il tavolo di Lidia Bastianich è stata la governatrice Debora Serracchiani (47 anni) accompagnata dal presidente della Barcolana Mitja Gialuz (41 anni); poco dopo è arrivato il direttore de L'Espresso Tommaso Cerno (42 anni) assieme al sindaco di Cividale Stefano Balloch (41 anni). Circa quattro ore di appassionata conversazione fra raffinate pietanze e vini di lusso. Ma, di cosa possono aver discusso, nell'oscurità della notte, dei commensali apparentemente così differenti fra di loro? Stefano Balloch (Forza Italia) pare rientrare nel set dei "bellissimi di Retequattro" voluto inizialmente da Marcello Dell'Utri e poi portato avanti da Gianni Letta, per rinnovare i volti azzurri di Montecitorio. Debora Serracchiani, ottimi rapporti con l'ing. Carlo De Benedetti, è in procinto di abbandonare Trieste per un seggio blindato alla Camera dei Deputati. E poi, il terzo Vip: Tommaso Cerno (vedi foto). Già direttore del Messaggero Veneto e oggi al timone del settimanale di inchiesta, L'Espresso, sembra essere il testimone dell'inciucio Pd - Forza Italia. Non è un mistero, infatti, che Cerno abbia sempre avuto una grande amicizia con Debora Serracchiani ed una particolare simpatia per il giovane sindaco della località longobarda, eterno rivale del re delle case di riposo Massimo Blasoni. Così, mentre oggi L'Espresso titola la copertina "Nazitalia: squadracce, violenze, xenofobia", appare evidente che le vere lobby non sono certo quelle nere.