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    REGIONALI 2018: I RETROSCENA DEI SOLITI NOTI

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    I sondaggi veri, quelli in mano alla classe dirigente del Pd regionale e nazionale non sono buoni per il partito di Matteo Renzi. Vincere con il vento a favore è facile per tutti, ma raddrizzare la rotta in piena tormenta non è cosa facile neppure per due big nazionali come il capogruppo alla Camera Ettore Rosato e la governatrice Debora Serracchiani. Quello più garantito per un posto bloccato alla Camera dei Deputati è il triestino Ettore Rosato, con già tre legislature alle spalle e in odore di deroga per il quarto giro a Montecitorio. Rosato, si dice nel Pd locale, non ha voti ma ha un rapporto di stretta fiducia con il segretario nazionale del Pd. Debora Serracchiani, che avrebbe dovuto sciogliere le riserve sul suo futuro entro luglio, pare abbia prolungato la data decisiva della scelta a fine settembre; impossibile sbilanciarsi fino a quando non sarà definita la legge elettorale nazionale. Questa titubanza della Serracchiani rende nervoso e logora non poco l'aspirante candidato governatore Sergio Bolzonello, già rimasto privo del sostegno dell'estrema sinistra e di una certa parte di autonomisti. Bolzonello sa perfettamemte che i sondaggi a livello regionale premiano Riccardi e Fedriga ma confida in qualche operazione last minute di Ferruccio Saro in grado di far perdere pezzi alla coalizione di centrodestra. Non per nulla la linea politica che Saro ripete ossessionatamente in tutte le occasioni è "Chiunque ma mai Riccardi". Così proprio in virtù di una possibile candidatura alla guida della regione di Riccardi, la lista Progetto Fvg di Sergio Bini potrebbe virare a sostegno di Sergio Bolzonello, politico che Loris Michelini definisce "un moderato liberale". Nel frattempo non stanno con le mani in mano neppure i colonnelli del Pd terrorizzati dall'ipotesi di poter tornare a lavorare. Primo fra tutti Agostino Maio (vedi foto), l'uomo che due mesi dopo essere stato nominato vicesindaco da Furio Honsell abbandonò Udine tradendo la fiducia dei suoi elettori per la meglio retribuita poltrona di capogabinetto della Serracchiani. Qualora fosse passata la legge lettorale con la doppia preferenza (uomo donna), Agostino Maio si sarebbe candidato alle regionali in tandem con l'assessore alle infrastrutture Mariagrazia Santoro. Tuttò ciò con un patto in premessa: via libera alla candidatura a sindaco per Enzo Martines e contestuale trasferimento di preferenze alle regionali da Martines a Maio: impresa facile a dirsi ma difficile da concretizzare. Secondo dei calcoli interni al Pd, nel collegio di Udine i democratici su venti candidati ne porteranno a casa massimo quattro: Cristiano Shaurli, Vittorino Boem, Francesco Martines e forse Enio Agnola. Insomma, Agostino Maio, se tutto andrà bene dovrà sperare in una borsa da trasportare per altri cnque anni: quella della Serracchiani a Roma o quella di Bolzonello a Trieste.

  • Commenti

  • Maio ??? Attenzione è amico di Guarneri, un grosso rischio !!! Commento inviato il 27-07-2017 alle 20:17 da Anonimo
  • Commento inviato il 26-07-2017 alle 15:43 da antonio. Vede caro Antonio il problema è che Saro sta facendo un gioco tutto a favore del csx con la probabile volontà di ripetere il "caso bandelli"... Insomma, per tentare di cambiare le cose in questa Regione o viene eletto il cdx senza zavorre ai piedi oppure ci terremo nuovamente il csx con tutte le sue sfaccettature. E' ormai assodato che la squadra di riccardi è affiatata e nello stesso momento convinta che solo una alleanza lega-riccardi possa portare ad un cambiamento. Insomma o la gente capisce di non farsi abbindolare dai vari personaggi che remano contro smascherandoli anche su questo blog (forse l'unico blog che ci lascia ancora libertà di espressione sulle cose udinesi) oppure non lamentiamoci più per l'arroganza terzomodista avvallata dalla burocrazia statale facendo pagare le conseguenze a chi ancora produce e lavora. Commento inviato il 27-07-2017 alle 08:04 da Anonimo
  • E' mai possibile che in ogni occasione venga fuori SARO. Sarebbe ora di finirla. SARO rappreenta il vecchio e alla ricerca di un suo, personale. inserimento ( politico o altro) pur di esserci. Commento inviato il 26-07-2017 alle 15:43 da antonio
  • grande Belviss, ottima lettura dello stato dell'arte. Aggiungo solo che Riccardi non ha sciolto le riserve su Bini, insomma, se la lega terrà Riccardi il buon Bini potrebbe anche andare con Bolzonello...in caso contrario vincerebbe il progetto Saro ovvero far perdere il cdx riuscendo a spaccare lega e Riccardiani Commento inviato il 26-07-2017 alle 12:31 da Anonimo

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