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NUTRIE: SE CASTRASSIMO I POLITICI PRIMA DI INGABBIARLI?

Combattere la proliferazione delle nutrie, mammiferi roditori originari del Sud America dall’alimentazione prevalentemente vegetariana e amanti dell’acqua, che si sono insediate e diffuse anche in Friuli Venezia Giulia provocando seri danni all’ambiente e all’agricoltura: è l’obiettivo del disegno di legge della giunta Serracchiani, discusso in Consiglio regionale congiuntamente a una proposta di legge a firma Mara Piccin (vedi foto: appare fieramente nei suoi redazionali sul portale "La Dea della Caccia" ed iscritta al gruppo di Forza Italia). «Il provvedimento - ha specificato Diego Moretti (Pd), relatore di maggioranza - intende tutelate le produzioni zoo-agro-forestali, l’idrografia, le opere idrauliche attraverso il contenimento finalizzato all’eradicazione delle nutrie con l’utilizzo di metodi selettivi». Verrà predisposto un piano triennale di eradicazione della nutria che conterrà modalità, criteri e misure e definirà metodi e soggetti autorizzati alla sua attuazione e che sarà monitorato per misurarne l’efficacia. Mara Piccin, ignara che in questi giorni avrebbe ricevuto una lettera di ammonimento da parte di Michela Brambilla (FI ha ormai posizioni animaliste a livello nazionale) - relatore di minoranza - ha affermato di condividere gran parte del testo proposto dal comitato ristretto, anche se ci sono alcuni aspetti che hanno avuto bisogno di qualche approfondimento. Due problemi che andranno risolti, a giudizio di Mara Piccin, sono il controllo della nutria nelle aree urbane attraverso imprese di disinfestazione e una soluzione efficace anche alla proliferazione dei cinghiali. Come al solito spuntano però delle contraddizioni. Il Friuli Venezia Giulia ha autorizzato il corpo forestale regionale e anche (seppure  discusso) i cacciatori (ma solo in luoghi  e periodi autorizzati) a uccidere le nutrie con lo sparo oppure, cosa ancora più crudele e sadica, catturandole con gabbie e poi sopprimendole. L'università  di Udine sempre su incarico della Regione Fvg invece è stata incaricata a risolvere il problema in maniera non cruenta trovando dei metodi  ecologici e per ridurne la loro capacità riproduttiva (già nel 2016 ci aveva incaricato di fare un lavoro per capire il reale impatto e le soluzioni ecologiche). I due metodi dovranno esser combinati o comunque usati in successione, anche di fronte a una quota dell'opinione pubblica che di fatto è contraria ai metodi cruenti e in alcuni casi tollererebbe la presenza della nutria anche nei propri comuni. Ma che senso ha "castrare" una nutria, per poi ingabbiarla e, infine, ucciderla? Probabilmente ci troviamo ancora una volta davanti ad un'operazione volta al business invece che all'ambiente, con l'aggravante di un'inutile crudeltà.