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REPORT SUL CASO MASCHERINE FARLOCCHE FVG

CASA NOSTRA FVG: IL PIZZINO DEI CACCIATORI

Via libera ai "Fagiani pronta caccia", ossia liberare i fagiani il giorno prima della battuta di caccia; ampliamento del periodo di caccia al cinghiale (animale odiato da Giancarlo Lancellotti, portavoce di Debora Serracchiani, che dedica ampia parte del suo profilo Fb allo sterminio dei cinghiali), divieto di sanzionare il cacciatore che si reca a caccia prima e dopo l'orario consentito se con fucile scarico. Sono queste alcune delle incredibili novità legislative che la governatrice Debora Serracchiani, con l'aiuto dei consiglieri regionali Marsilio, Piccin, Revelant, Ret e Gerolin, ha "concesso" ai cacciatori del Friuli Venezia Giulia. Uno sterminio di animali in cambio di una manciata di voti. Ecco pubblicata, qui di seguito, la lettera con cui il presidente di Federcaccia Fvg, Paolo Viezzi, segnala ai suoi iscritti il nome dei consiglieri regionali "amici" che hanno favorito i cacciatori. Ma cosa vuol dire "amici"? Consiglieri regionali con cui andare a bere un caffè o da votare alle prossime regionali? Nel caso di Revelant viene persino indicato il collegio elettorale.

Ai cacciatori

Nella giornata di ieri (30 giugno 2017) il  Consiglio Regionale del FVG ha approvato il disegno di legge sulla caccia.
Sono state approvate molte delle soluzioni volute e proposte da Federcaccia e consegnate alla Presidente Serracchiani nel settembre del 2016 nel corso dell’incontro organizzato a Pozzuolo.

Brevemente vi segnalo gli aspetti positivi:
1) libertà d'immissione del fagiano adulto;
2) eliminazione del divieto d'uso del segugio entro 1 km dalle aree protette;
3) possibilità di caccia tradizionale anche su terreni coperti da neve in zona faunistica;

4) divieto di controlli da parte della vigilanza sui tesserini a tavolino. Potranno solo durante la caccia;
5) eliminazione del limite di 5 soli colombacci;
6) ampliamento periodo di caccia al cinghiale di selezione e dell'orario
7) divieto di sanzionare il cacciatore che si reca a caccia prima e dopo l'orario consentito se con fucile scarico ed in custodia.

Non vi nascondo come nell’articolato vi siano anche scelte sbagliate come quelle sulla reintroduzione del registro inviti, o norme sul recupero dei cani da traccia, o quelle sugli obblighi delle riserve nei confronti dei Distretti, o quelle sull’obbligatorietà del rilascio dei permessi annuali alla caccia al cinghiale in numeri irragionevoli ( ad Es. una riserva di 30 soci se non conseguisse il piano, nell’anno successivo dovrebbe emettere 15 permessi annuali), o sull’individuazione dei soggetti che potranno svolgere i corsi di formazione dei cacciatori.

Altra nota negativa è ciò che è stato escluso dalla riforma ovvero l’Associazione unica dei cacciatori, le norme sulla risoluzione dei conflitti fra soci, l’eliminazione dei registri delle braccate e delle uscite, la semplificazione dei tesserini ed altro ancora.

Sono state infine approvate e bocciate norme l’una di servizio all’altra togliendo ovviamente senso alla prima. L’esempio è il rapporto fra la norma approvata che ha aumento gli orari di caccia (4 ore dopo il tramonto) e quella bocciata (dall’Assessore e quindi dalla maggioranza) sull’uso di fonti luminose.    

Comunque per ciò che è stato fatto ed ottenuto ci sono tante persone che debbo ringraziare a cominciare dagli amici Consiglieri Enzo Marsilio (PD), Daniel Gerolin (PD), Mara Piccin (FI), Ret (Autonomia Responsabile), e Roberto Revelant di Gemona (Autonomia Responsabile).

Debbo anche ringraziare la Presidente della Regione senza l'impegno della quale (anche in contrapposizione con alcuni della sua maggioranza) non ce l'avremmo fatta.

Enorme la delusione sul comportamento dell’assessore Shaurli che ha tenuto posizioni di rigidità su ogni norma che potesse semplificare le condizioni del mondo venatorio. Lui l’autore della bocciatura della disposizione che voleva eliminare per i cacciatori l’obbligo per la percorrenza delle strade forestali (ex legge 15) di avere il permesso dei Comuni. Non sa l’assessore o non vuole sapere che molti Sindaci non danno il consenso per ragioni ideologiche, o che con il passaggio alle UTI non ci sono più gli uffici che istruiscono le pratiche e soprattutto non sa che il Piano Faunistico Regionale impone alle Riserve e ai cacciatori di effettuare miglioramenti ambientali per poter “mantenere l’assegnazione dei territori” (Insomma per questo politico dovremmo sfalciare i prati andando a piedi). Sempre sue le disposizioni che imporranno ai cacciatori di conferire i capi di selvaggina in centri di raccolta e lavorazione delle carni  (ma su questa norma che è solo un pretesto per elargire soldi pubblici vi racconterò meglio in futuro)...

Paolo Viezzi, Federcaccia Fvg