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    I CACCIATORI PAGANO L'UNIVERSITA' PER SEDARE GLI ANIMI

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    "E' ormai certo che il binomio cane cacciatore non deturpa l’equilibrio ambientale, semmai contribuisce a mantenere le condizioni ottimali di biodiversità e di salute dell’ambiente". Per sancire scientificamente questa crudeltà nel corso della fiera “Agriest land” presso il quartiere fieristico di Udine, l’associazione Prosegugio ha presentato il progetto di ricerca scientifica affidato all’Università di Udine, sull’interazione tra ungulati, cinofilia, caccia con i cani e grandi predatori. Lo studio è stato condotto dal prof. Stefano Filacorda (vedi foto), docente di gestione faunistica presso lo stesso ateneo, e dal suo staff. Studi recenti di Filacorda avrebbero permesso di evidenziare come l’attività venatoria esercitata con i cani possa influenzare positivamente la condizione degli animali selvatici e contribuisca a mantenere un sistema equilibrato. Si tratta - secondo l'associazione Prosegugio -  di una ricerca innovativa che cerca di studiare queste interazioni dal punto di vista ecologico ed etologico, ponendo come punto centrale l’attività cinofila, la caccia con il cane da seguita selezionato e la sua stessa condizione studiata prima e durante la stagione di caccia. Per realizzare questa ricerca sono state usate tre tecniche complementari: le fototrappole, la radiotelemetria e l’uso di metabolici endogeni effettuato con la raccolta di materiale biologico e con l’ausilio dei cani. Le aree geografiche interessate allo studio sono state individuate tra  quelle in cui è accertata la presenza della lince e dove viene esercitata la caccia con il cane da seguita sui cervidi e i cinghiali. Gli obiettivi principali consistono nel valutare la distribuzione, la densità e l’uso del territorio da parte di alcune specie di interesse faunistico venatorio, prima e durante l’attività cinofila e la stagione venatoria, nelle aree di protezione e di caccia frequentate dai predatori. Singolare lo stand a tema venatorio che Prosegugio e Libera Caccia avevano allestito all’interno di Agriest che, "come fiore all’occhiello", metteva a disposizione dei visitatori una consulenza veterinaria gratuita e una serie di "assaggi di prodotti tipici locali".

  • Commenti

  • e noi poveri contribuenti paghiamo l'università, da ricordare Commento inviato il 19-07-2017 alle 12:33 da cassie
  • Tipica ricerca in cui l'unica cosa sicura fin da principio sono le conclusioni (sicuramente favorevoli al committente) Commento inviato il 18-07-2017 alle 22:32 da anonimo
  • ma questo non è quello degli orsi? Commento inviato il 18-07-2017 alle 20:32 da sella c.
  • str.....te! Commento inviato il 18-07-2017 alle 19:09 da cassie
  • Mi piacerebbe braccarli fino allo sfinimento, forza Ugo e salviamo il lupo. Commento inviato il 18-07-2017 alle 18:39 da Giovanni

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