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    IL NULLA DI BLASONI REGALERA' UDINE AL CENTROSINISTRA

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    Nonostante il pessimo gradimento espresso nei confronti del sindaco Furio Honsell, nonostante l'onda selvaggia di profughi e clandestini che ha riempito la città di Udine, nonostante la pessima viabilità e la manifesta rete clientelare costruita da certa sinistra a favore delle associazioni culturali a loro vicine, nonostante lo stato di difficoltà e solitudine in cui versano tantissimi anziani, massacrati dalle rette delle Asp e della case di riposo, nonostante la scarsa difesa e tutela degli animali, nel 2018 ci sono buone possibilità che il centrosinistra torni a vincere le elezioni comunali. La causa è di una sola persona che ha voluto farsi carico di creare e convocare un fantomatico tavolo del centrodestra cittadino senza essere ancora riuscito a pochi mesi dalle elezioni a trovare una candidatura forte, credibile e condivisa. Attorno al tavolo un gruppo di reduci delle scorse legislature; più sigle che militanti. Nel pieno della crisi che vede tre reperti della prima repubblica lottare per conquistarsi la simpatia di qualche segretario cittadino, Massimo Blasoni (vedi foto) è ancora una volta completamente assente, inutile, lontano dalle proprie responsabilità. Udine ha bisogno di un leader che sappia individuare un candidato sindaco e creare una squadra attorno a lui. Udine ha bisogno di un candidato sindaco che non abbia vissuto fino ad oggi di politica e privo di scheletri nell'armadio. Lo spettacolo è ancora più imbarazzante nel vedere campagne elettorali di autocandidati, manifestamente sgraditi, in grado di raccogliere attorno a se a stento la solita manciata di vecchi contatti. Presidenti di Rotary, di Lions, di ordini professionali, mancati massoni, imprenditori in piedi grazie a dubbi contributi, bancari che hanno portato al lastrico centinnaia di famiglie con investimenti azzardati. Nel frattempo la gente comune si allontana sempre di più dalla politica e il rischio di una forte percentuale di assenteismo è concreto. I vertici del M5S che mai come oggi avrebbero la possibilità di fare la parte del leone guardano solo ad una poltrona in regione o in parlamento, tralasciando quella che è la loro natura: combattere la mala politica. Gli attivisti, invece, sono tanti ma mortificati. Così, al centrosinistra udinese, seppur zoppo, ma forte di vent'anni di continua amministrazione locale, potrebbe bastare trovare un candidato mediocre individuato dalla società civile e, libero dalla zavorra dell'estrema sinistra, conquistare Palazzo D'Aronco.

  • Commenti

  • Magari, con questi presupposti, non resta che sperare nella mancanza del quorum di voti e passare al commissionariamento, che a quanto pare in altri comuni è servito a cancellare automatismi e amicizie. Commento inviato il 16-07-2017 alle 11:00 da Giovanni
  • Analisi perfetta! Da far tremare i polsi ...o cambiare città! Commento inviato il 16-07-2017 alle 00:43 da Anonimo

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