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ESCLUSIVO: SCOPPIA SANITOPOLI FVG: TUTTI I NOMI

MATTIUSSI AZZOPPA RICCARDI E SPUNTA CECOTTI

Il vice presidente della Provincia di Udine, Franco Mattiussi (otre 3.500 euro al mese) senza ormai deleghe operative in un ente che conta circa 40 dipendenti, ieri sera ha ospitato nel suo ristorante di Aquileia i vari coordinatori regionali del centrodestra per lanciare la candidatura di Riccardo Riccardi (vedi foto) a governatore del Friuli Venezia Giulia. Come tutti sanno, però, Mattiussi dopo essere stato eletto consigliere provinciale a Codroipo, quindi nel collegio di Fabio Marchetti, invece che ad Aquileia e, dopo essere stato confermato vice presidente del plurivitaliziato Fontanini, ambisce ad un posto in consiglio regionale dove lo stipendio è ben più alto. Come previsto ed annunciato anticipatamente da alcuni esponenti politici, ieri sera qualcosa è andato storto. All'incontro non si sono presentati molti dei leader dello schieramento, che fra l'altro rappresentano le possibili alternative alla candidatura del capogruppo di Forza Italia in Regione Fvg. Assente il capogruppo alla Camera della Lega Nord Massimiliano Fedriga, assente il capogruppo di Area Popolare Alessandro Colautti e assente l'ex governatore e leader di Autonomia Responsabile Renzo Tondo. Segnali di un'alleanza incerta e comunque, come afferma Massimiliano Fedriga al Perbenista, "siamo ancora lontani dalla data in cui verrà deciso il nome del prossimo candidato governatore del centrodestra in Friuli Venezia Giulia". A lanciare il nome di Riccardi sono solo due azzurri: Massimo Blasoni, che non ricopre alcun incarico pubblico, e Pier Mauro Zanin, sindaco di Talmassons, comune di 4mila anime. In un'atmosfera da Terra dei Patriarchi, fra reperti archeologici originali e contemporanei, Mattiussi mette in evidenza il binomio Riccardi-Blasoni mettendo ins eria difficoltà la candidatura, fino a poco tempo fa, più forte della coalizione. Intanto venerdì prossimo all'incontro organizzato da Anzil, Fedriga e Saro si mormora che potrebbe essere ufficializzata la candidatura di Sergio Cecotti in un fronte autonomista disposto a dialogare con i partiti che sposeranno le sue tesi.