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    CANCIANI: AI VERTICI DELLA GUARDIA MEDICA O PENITENZIARIA?

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    Vi pubblichiamo e ed alleghiamo copia della lettera originale (apri e scarica documento in Pdf) firmata dal direttore del Distretto Sanitario di Udine, dott. Luigi Canciani (vedi foto) in cui il personale del servizio di continuità assistenziale viene ripreso per ragioni disciplinari. La lettera risale al 5 ottobre 2015 ed è indirizzata agli operatori della guardia medica di Udine, al Direttore SOC Politiche del Territorio, al Direttore della Casa Circondariale di Udine e al Magistrato di sorveglianza. L'incipit della circolare di Canciani non lascia dubbi: "Con la presente facendo seguito a disservizi segnalati allo scrivente da parte della Direzione della Casa Circondariale di Udine, si precisa quanto segue.." Insomma si tratta di una vera e propria lettera di rimprovero ed ammonimento in cui invece di essere prese le difese del personale medico impossibilitato a coprire durante i turni di guardia, oltre ai 170mila utenti del territorio, anche le esigenze della popolazione carceraria, si minacciano azioni disciplinari. Questo il proseguio della lettera (vedi originale in allegato Pdf): "Ogni richiesta telefonica di visita medica va regolarmente espletata presso l'infermeria della casa circondariale e non può in alcun modo essere fatto carico al personale di sorveglianza di somministrare farmaci di alcun genere: si raccomanda l'osservanza della presente disposizione onde evitare di incorrere nei provvedimenti del caso". Dal 2015 ad oggi è trascorso molto tempo ma nulla è stato fatto per agevolare la difficile situazione in cui versa il personale del servizio di continuità assistenziale. Perchè il direttore Canciani non ha regolarizzato un organico sottodimensionato? Durante le ore serali o nelle giornate prefestive e festive come si può immaginare un turno di quattro medici che oltre al regolare servizio deve salire in auto, recarsi in via Spalato, adempiere a tutte le procedure burocratiche, visitare il detenuto, compilare la documentazione e tornare in presidio? Alle volte, tutto ciò anche per banalissime medicazioni o per la misurazione della febbre e la somministrazione di una tachipirina. Che percentuale, dottor Canciani, della popolazione carceraria straniera è coperta da vaccini e quanti di loro hanno malattie contaggiose?

  • Commenti

  • Da un fatto di cronaca si apprende intanto che un minuscolo paesino dell'Abruzzo, Sant'Omero, difficile da trovare anche sulle carte geografiche, ha ancora l'ospedale: evidentemente laggiù non hanno avuto la Telesca, né la Serracchiani !!! Commento inviato il 25-06-2017 alle 08:33 da Anonimo udinese
  • non entro nel merito in quanto non conosco bene la situazione ma una cosa come sempre mi sorprende della PA! E' mai possiile che nel 2017 si debbe ancora scrivere e parlare in burocratese? Perche' chiamare "servizio di continuità assistenziale" invece di "guardia medica"? Oppure "ticket" invece che "contributo"? Una PA che purtroppo diventa sempre piu' autoreferente e lontana dal cittadino pantalone! Per le carcerei italiane avrei una domandina da fare: "chi paga le prestazioni alberghiere e sanitarie dei cittadini extraEU irregolari presenti nelle carceri? Cioe' praticamente il 99% di loro?" A quanto ne sapevo al cittadino italiano viene inviato il conto a casa! Agli stranieri? Non sarebbe il caso di mandare il conto (compresi tutti gli interventi della guardia medica ecc...) ai Consolati dei rispettivi Paesi? Cosi' presto nei loro Paesi quando si vedranno appioppati conti da 150 eur/giorno provvederanno a trasferirli nelle loro carceri! Commento inviato il 22-06-2017 alle 16:03 da al di codroipo

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