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    UDINE 2018: VOTA UGO PER DIRE BASTA ALLA CASTA

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    I giovani sono sempre più distanti dalla politica e gli anziani troppo delusi per credere ancora alle solite promesse. La rabbia la si legge facilmente nei volti di chi non sa più cosa votare. Impossibile rincorrere le ideologie dove a sinistra comandano gli imprenditori più discussi e a destra da oltre vent'anni manca un leader. Questo accade perchè i partiti politici non cercano più un candidato sindaco che amministri con passione e amore la città, ma semplicemente un tassello (vedi foto) da mettere in una casella nello scambio infinito di poltrone. "Peggio di Honsell è difficile fare", pensano sia a centrodestra che a centrosinistra, così qualunque nome sembra andare bene. Ma questi aspiranti candidati sindaci nessuno li conosce, sebbene la città sia piccola. Tutti conoscono le loro "gesta antiche" nella prima repubblica e i ricchi stipendi o vitalizi portati a casa. Ma di cosa vivono la maggior parte di questi signori? quanti di loro campano indipendentemente dalla vita politica? E soprattutto cosa rappresentano se non gli interessi dei potenti signori della casta? Fondazioni, banche, consorzi, enti e commissariamenti... Non può essere la politica ad individuare trasversalmente il prossimo amministratore delegato della città, ma dovranno essere gli Udinesi, quelli delle botteghe, delle pensioni, i precari, i neo laureati, le partite iva, quelli che la casta la schifano.

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  • Queri: De Toni ha chiuso il dipartimento di Ingegneria Civile https://www.uniud.it/it/ateneo-uniud/ateneo-uniud-organizzazione/dipartimenti Commento inviato il 30-04-2017 alle 07:35 da Anonimo
  • Anonino delle 23.01 ci spieghi? Hai dati? Statistiche sulle univerità regionali? Commento inviato il 30-04-2017 alle 07:32 da Anonimo
  • Fondi comunitari per la ricerca son veramente tanti, son regioni che sanno utilizzarli ed altre che continuano a lamentarsi senza applicarsi, il FVG perde ogni anni decine di milioni di euro di opportunità. Le università sono le favorite, devono aver voglia di applicarsi, evidentemente le nostre pensano ad altro Commento inviato il 29-04-2017 alle 23:01 da Anonimo
  • Al di Codroipo facci vedere la tua di faccia che siamo tutti curiosi Commento inviato il 29-04-2017 alle 20:18 da Anonimo
  • Stando all'articolo del messaggero vi sembra normale cosa accade nel l'università di Udine? In particolar modo nel dipartimento di ingegneria civile? De Toni ne sa qualcosa? Commento inviato il 29-04-2017 alle 18:12 da Queri
  • a parte gli scherzi... quello in centro ha la faccia piu' intelligente di tutti... Commento inviato il 29-04-2017 alle 18:11 da al di codroipo
  • Dal messaggero intervista della prof. Paola Gennaro, leggete cosa dice :"«Negli scorsi giorni sono state pubblicate in Friuli notizie riguardanti la fine della mia collaborazione con l’Università di Udine, senza che emergessero le cause della situazione determinatasi e che ritengo possano essere d’interesse pubblico in quanto sono esplicative di quanto da tempo accade nel Dipartimento di Ingegneria civile e Architettura (Dica), dove ero stata chiamata a operare nel 2012 dopo una ultratrentennale esperienza d’insegnamento negli atenei di Venezia e Ferrara. Essendo anche stata presentata come consorte di un professionista udinese, pur essendo nata a Ivrea mi considero friulana a tutti gli effetti in quanto abito a Udine del 1975 e ho vissuto le esperienze del terremoto e dell’emergenza, contribuendo poi alla ricostruzione progettando edifici pubblici e religiosi a Gemona, Montenars, Cercivento, Magnano in Riviera, Tolmezzo e nel capoluogo, proprio per la stessa Università di Udine, con la ristrutturazione dell’ex Cotonificio e i nuovi padiglioni dell’Azienda agraria Servadei. Una “patente” di friulanità l’ho conquistata e se bisogna evocare congiunti, forse è più interessante ricordare che il direttore del Dica Gaetano Russo è riuscito a promuovere a professore associato due cugine, spostando su questo “scacchiere” un terzo cugino già in forza allo stesso Dipartimento, e a inserire anche la figliola, architetto, nel dottorato di cui egli stesso era coordinatore, e a promuoverla con l’istituzione di una seconda commissione, in quanto una prima l’aveva respinta. Nell’ambito delle mie possibilità mi ero opposta a tutto ciò, ma non credo sia stato solo un mio voto contrario a determinare l’attuale situazione, in quanto ancor prima, verso la fine del 2013, Russo, ingegnere, decideva di cambiare il piano di studi di Architettura, per ottenere l’accreditamento europeo (peraltro non ancora ottenuto), provocando le dimissioni del coordinatore prof. Bertagnin, sentitosi scavalcato in malo modo. Come nuovo coordinatore dei corsi di Architettura mi posi subito all’opera, ma Russo pretendeva di decidere anche i contenuti del piano di studi per l’accreditamento europeo, espropriando Architettura della sua autonomia e ignorando le pesanti conseguenze, per gli studenti, dei drastici cambiamenti apportati al piano di studi. Nel Consiglio di dipartimento del 25 febbraio 2014 mi venne infine impedito di illustrare una proposta alternativa, preventivamente approvata dal Corso di studi, e fu approvato il piano Russo-Frangipane, in palese difetto di numero legale e per questo, non avendo ottenuto giustizia in sede interna, oltre a dimettermi da coordinatore, ho presentato un ricorso al presidente della Repubblica. Molto contrastata da parte di Russo - per limitarsi a citare uno dei casi più eclatanti - è stata anche l’iniziativa che ho preso, su indicazione del rettore, di promuovere un corso di studi in Architettura, in forma interateneo, tra Udine e Trieste, con sede a Gorizia, conclusa comunque con successo nel febbraio scorso. Minore, ma sintomatico dell'interpretazione che Russo ha del proprio ruolo, può essere quanto accaduto in occasione di un viaggio di studio a Berlino che ho promosso con 36 studenti che si sono autonomamente organizzati, tutti maggiorenni e a proprie spese, quando utilizzò il personale di segreteria e i telefoni del Dipartimento per comunicare vacuamente a ciascuno dei partecipanti che l'iniziativa non era da lui autorizzata. Si è così arrivati a portare al parere del Senato accademico la proposta, coartata dal direttore al Consiglio di dipartimento, di sciogliere l’accordo con l’ateneo di Ferrara per mandarmi via dall'università “friulana” di Udine." Commento inviato il 29-04-2017 alle 18:09 da Io
  • Insomma tutta questa discussione sull'università di Udine per dimostrare cosa? Che uniud ha perso soldi a causa di scelte politiche? Se anche così fosse, ma non sembra sia, a chi sarebbero ascrivibili tali scelte? A De Toni di cui si sta parlando in questa pagina o a chi governava nel periodo 2011/2014 visto che i dati presi in condiderazione per la premialità riguardano quel periodo? Commento inviato il 29-04-2017 alle 18:06 da Gemma
  • Il DM è chiaro e conferma quanto a scritto Mario e cioè che i dati presi in considerazione per la premialità sono quelli della VQR 2011-2014, dati oggettivi frutto di un percorso chiaro, pubblico e uguale per tutte le università. Le scelte politiche c'entrano poco, c'entra la capacità dei singoli. Commento inviato il 29-04-2017 alle 17:39 da Gemma
  • Ecco Filippo, il DM sulla quota premiale http://attiministeriali.miur.it/media/299930/tabella_5_quota%20premiale_ffo_2016.pdf Commento inviato il 29-04-2017 alle 17:32 da Mario, Tricesimo
  • Carissimi, tante considerazioni generiche ma ancora non avete spiegato i 3 milioni di premialità in meno. Se non è un problema di politiche di ateneo cos'è? O è solo un merito l'organizzazione di festival di partito? Credo che l'università viva di ricerca e insegnamento, il resto è fuffa. Comunque nessuno ce l'ha col rettore. Commento inviato il 29-04-2017 alle 16:44 da Filippo
  • Confermo quanto scrive Mario, i fondi per la ricerca sono sempre il risultato della partecipazione a bandi nazionali (Prin, Firb) o europei (PQ, Horizon 2020). Gli atenei possono al massimo garantire quote di cofinanziamento che, normalmente, sono assicurate con le ore/uomo dei propri docenti e ricercatori, rarissimamentw cash. Commento inviato il 29-04-2017 alle 15:26 da Docente
  • La legge Gelmini è del 2010 ma la sua attuazione non è ancora a regime...i costi standard se ben ricordo sono al loro secondo o terzo anno di applicazione per una quota che è destinata a crescere nel tempo. La valutazione della ricerca curata da Anvur riguarda il periodo 2011-2014. Trova riscontro in rete. Come fa a dire che G7 è un'iniziativa dispendiosa per l'Ateneo mentre la ricerca langue? I fondi per la ricerca ci sono ma bisogna essere bravi a conquistarli. Horizon 2020 non è per tutti ma chi riesce a farsi finanziare può giovarsi di budget importanti. Ed è noto che NON si tratta di fondi di Ateneo, nè oggi nè in passato. Anzi direi che oggi c'è uno sforzo maggiore che in passato, guardi solo il finanziamento dei piani strategici dei dipartimenti. Mi creda, De Toni è bravo e coraggioso e non merita di essere denigrato. Commento inviato il 29-04-2017 alle 15:14 da Mario, Tricesimo
  • Caro Mario ti ringrazio per la lezione, ma mi sono informato. Il "nuovo" metodo dei costi standard c'è già dalla legge Gelmini (240 del 2010) per cui andrà a regime tra "qualche anno"; per ora ne sono passati solo 7 e, chiacchiere a parte, non sembra ci sia molta attenzione sul tema. Quindi non c'entra un fico secco con la perdita di 3 milioni per la premialità nel finanziamento di quest'anno che era collegato alla qualità della ricerca e del reclutamento dei docenti che evidentemente nella gestione De Toni è stata disastrosa. Anche il tema del sottofinanziamento storico di alcune sedi universitarie c'è sempre stato e non c'entra con la quota relativa alla premialità e comunque avere molti studenti che si iscrivono e vanno fuori corso non è cosa di cui andar fieri perchè vuol dire che non studiano. A fronte di ciò nessuno intende denigrare l'Università o il suo rettore, ma i fatti sono fatti: iniziative di facciata come G7 & co. molto dispendiose, mentre la ricerca langue. Sono personalmente convinto che De Toni sia un ottimo politico, probabilmente migliore che come rettore e certamente approderà in politica, ma non farà ne' il sindaco ne' il governatore. Vogliamo scommettere? Commento inviato il 29-04-2017 alle 14:40 da Filippo

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