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    CHIESTO IL RINVIO A GIUDIZIO PER LUCIANO FACCHINI

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    REGGIO EMILIA. Appalti e mazzette al Policlinico ai tempi del direttore generale Stefano Cencetti: ieri sono bastati tre secondi per la richiesta della Procura di Modena. «Chiediamo il rinvio a giudizio per tutti». Si tratta di 49 imputati legati alle indagini sullo scandalo al Policlinico di Modena, inchiesta esplosa nel giugno del 2014 relativa a un giro milionario di presunti appalti truccati, orchestrati secondo l'accusa dall’allora direttore generale Stefano Cencetti. Ora le richieste di rinvio a giudizio c’è anche quella per Roberto Olivi in qualità di legale rappresentante di Coopservice, colosso della cooperazione reggiana da mezzo miliardo di fatturato, rimasto invischiato nell’inchiesta. Per la procura di Modena, nella maxi inchiesta sugli appalti truccati, c’è un filo sospetto che “puzza” di tangenti e che legherebbe due società, Coopservice (capogruppo di un’associazione temporanea d'impresa) e Servizi Italia (partecipata di Coopservice), con la onlus Hfm (del socio amministratore Stefano Cencetti, dal 2007 al 2012 direttore generale della struttura ospedaliera). Nel mirino degli investigatori una serie di versamenti, proprio dal 2007 al 2012, che finiscono alla Hfm di Cencetti che organizza convegni spesso sponsorizzati da Coopservice e Servizi Italia. Un’accusa che l'avvocato Roberto Sutich – difensore di Roberto Olivi e del duo Enea Righi e Luciano Facchini (a sinistra in foto scattata il 26 febbraio 2017 a Codroipo), amministratori delegati di Servizi Italia in tempi diversi, entrambi oggetto della richiesta di rinvio – ha già contestato con forza nei mesi scorsi, affermando che si tratta di sponsorizzazioni e non di mazzette. Coopservice entra nell’inchiesta in quanto capogruppo di un’associazione temporanea d’impresa su cui hanno indagato i carabinieri del Nas. La cooperativa reggiana ha partecipato come concorrente unico al cosiddetto appaltone (il Global Service), business da 130 milioni di euro che ha valenza di otto anni e comporta per il Policlinico uno sconto dello 0,5%. Ma la tesi di fondo portata avanti dall’accusa riguarda un sistema più ampio di spartizione degli appalti e di pagamento delle tangenti che tocca i vertici della sanità modenese e della cooperazione emiliana. Per ora l’unica certezza è che con le richieste il sostituto procuratore Marco Niccolini e il suo collega Pasquale Mazzei hanno chiuso 5 anni di indagini chiedendo al giudice Eleonora De Marco di arrivare alla fase processuale. Tre secondi che racchiudono l’incriminazione di 49 imputati tra persone fisiche e società. Storie di corruzioni e abusi di ufficio racchiuse in venti faldoni consegnati dalla Procura al termine di un inchiesta-fiume nata da una costola di quella sulla Cardiologia ai tempi della direzione della professoressa Maria Grazia Modena: fu proprio un’intercettazione di una telefonata della stessa Modena a far suonare un campanello in Procura e a spingere il pm Niccolini ad aprire un’altra inchiesta, che poi si è rivelata completamente diversa ma altrettanto complessa e ricca di vicende collaterali (qui abbiamo, ad esempio, anche un caso di presunto “favoritismo” da parte di un professore universitario per l’assegnazione di una borsa di studio a una parente di Cencetti, entrambi sotto accusa). Alla richiesta della Procura si sono associate anche le parti civili: il Policlinico con gli avvocati Lorenzo Muracchini e Andrea Mattioli e la Regione con l’avvocato Emilio Rossetto. Ora toccherà alle difese: quattro le udienze già fissate. La decisione del giudice arriverà probabilmente entro fine marzo. Sempre ieri mattina il giudice De Marco ha deciso che, se si farà, il processo resterà a Modena. (Gazzetta di Reggio, 7 febbraio 2017)

  • Commenti

  • Non ci vuole molto a capire Brini vuole entrare in Regione anche come semplice consigliere. Nella stanza dei bottoni è molto più agevole fare gli affaracci propri. Commento inviato il 08-04-2017 alle 20:09 da censore
  • le coop devono essere A-BO-LI-TE !!! Fanno concorrenza sleale alle imprese ! Siamo l'unico Paese occidentale ad averle !!! E' una vergogna pagare i dipendenti e soci 4 miseri soldi !!! E in caso di default... nessuno paga! Commento inviato il 06-04-2017 alle 20:29 da al di codroipo
  • allora aveva fiutato giusto riccardi nel tenere le distanze da bini. ora un bel casino. bini si professa di cdx ? prenderà voti a cdx ? Un nuovo caso bandelli ? insomma è la volta che passano i 5 stelle. mi sa che fedriga e riccardi dovranno mettersi d'accordo per forza. Commento inviato il 06-04-2017 alle 09:02 da Anonimo
  • Buzzi, Carminati, il mondo di sopra, il mondo di mezzo e il mondo di sotto, quello più onesto. Ora Facchini, poi chi? Queste cooperativa e gli appalti. Queste coop vivono solo di appalti ma se è vero quello che dice la Guardia di Finanza e Cantone che due su tre sono irregolari allora ... Commento inviato il 06-04-2017 alle 08:13 da Anonimo
  • azzzzz...è proprio vero, il più sano ha la rogna. Commento inviato il 05-04-2017 alle 20:25 da lupopaziente
  • oibo' Commento inviato il 05-04-2017 alle 16:33 da alfio

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