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PD UDINESE: PANICO PER IL VIRUS DELL'HONSARIA

Le elezioni si avvicinano pericolosamente per il Pd e fra i dirigenti locali cresce il timore di contrarre la Honsaria (vedi foto), virus che rende logorroici e misantropi, con evidenti sbavature. Il segretario cittadino del Pd continua a ripetere che il prossimo candidato sindaco del centrosinistra dovrà correre in "netta discontinuità rispetto l'amministrazione Honsell". L'avvocato Enrico Leoncini è lucido quando afferma che "bisogna smetterla di parlare solo di diritti civili ma che è arrivato il momento di parlare anche di marciapiedi". I sondaggi sono chiari e non lasciano spazi di dubbio: Honsell e Serracchiani sono poco popolari anche fra gli elettori dello stesso Pd. Secondo il segretario del Pd udinese, se dovessero esserci primarie interne per il Pd, la regola che impone a ciascun candidato di raccogliere le firme di almeno il 35% degli iscritti, porterebbe alla logica conseguenza che gli sfidanti interni potranno essere solo due. Stabilito il candidato ufficiale del Pd potrebbe aprirsi una seconda fase, quella delle primarie di coalizione, che lo vedrebbe contrapposto ad eventuali sfidanti della sinistra o della società civile. Il nome più accreditato resta quello di Enzo Martines, che pur temendo di contrarre l'Honsaria, sa di non poter rinnegare gli anni in cui gli è stato vicino come suo vice sindaco. In subordine c'è l'ipotesi Gianna Malisani decisa a restare nel Pd, assieme ai fedelissimi Ferdinando Milano e Gianpaolo Carbonetto, solo se candidata a sindaco di Udine; un minuto dopo cercherebbe la candidatura nelle primarie di coalizione in quota Dp. Infine, la terza ipotesi, quella più insidiosa, è la referente della lista Innovare, Antonella Nonino, che in quanto iscritta al movimento del primo cittadino è autoimmune all'Honsaria. Nel frattempo l'assessore Pirone, terrorizzato dall'ipotesi di fare la fine di Kristian Franzil, giurando fedeltà eterna ad Honsell cerca di ritagliarsi un posto nella futura giunta in quota Pisapia. Agostino Maio, potendo scegliere, continuerebbe a non far nulla, percependo alla pari del collega Giancarlo Lancellotti, 105mila euro annui.