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IPOTESI PECULATO SULL'UTILIZZO QUOTIDIANO DELLA LAND ROVER

LA FINE DEL PD METTERA' IN GINOCCHIO I POTERI FORTI

La crisi del Pd nazionale inevitabilmente sta facendo crollare il castello di carta che i potenti imprenditori e lobbisti del Friuli Venezia Giulia avevano costruito negli ultimi cinque anni. Così sono presto diventati essenziali i buoni rapporti con il primo cittadino della città per poter disporre dello Stadio e del Carnera. Le macchine da guerra sono state messe tutte a servizio di re Furio e dell'imperatrice Serracchiani, tanto da obbligare i dipendenti ad applaudire al passaggio dei due sovrani e da prendere le distanze da qualunque voce fuori dal coro. Confindustria, in tutte le sue declinazioni, si è inginocchiata al Pd così da fare un pubblico appello, durante il referendum, a votare secondo il volere di Matteo Renzi. Sono tornati in campo i politici della prima repubblica, esattamente a 25 anni dallo scoppio di Mani Pulite e sono diventati i principali interlocutori di chi a livello nazionale si presenta come la voce dell'anti casta. L'informazione si è omologata, appiattita, grazie ai continui spot dell'amministrazione regionale che, con Fiere e Fondi Europei, diventa il principale sponsor. Ma, se ai grossi imprenditori va tutto bene nello sport e nelle aziende, se i giornalisti lecchini fanno carriera alla velocità della luce, per la  maggior parte della popolazione arrivare a fine mese è diventato sempre più difficile e ancor più lo sarà dopo la stangata che il Governo Gentiloni farà ad ottobre. Ormai siamo arrivati quasi alla fine del secondo tempo e le urne sono vicine. Honsell non si potrà ricandidare e Debora Serracchiani fuggirà dal Friuli Venezia Giulia; i poteri forti cadranno in ginocchio.