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SERRACCHIANI ZITTA E FERMA NELLA RIFORMA ELETTORALE

Ha devastato la geografia della Regione Fvg inventandosi le Uti e abolendo la Province. Ha riempito di dirigenti veneti la Regione e gli enti ad essa collegati. Ha chiuso ospedali e insoddisfatto buona parte della sanità regionale. Non ha, invece, messo mano ad alcuna riforma sulla legge elettorale regionale per paura di scontentare la maggioranza che siede a Palazzo Oberdan, troppo intenzionata a fare un altro mandato. E così dopo tanti annunci e proclami, Debora Serracchiani (vedi foto manifesto) fra una puntata a Porta a Porta ed una comparsata a Ballarò non ha trovato il tempo per chiedere ad Enzo Martines (Pd), presidente della commissione competente, di ascoltare le richieste del territorio e dei sindaci di tutti i partiti politici. La più grave delle dimenticanze è stata quella di non abolire il divieto ai sindaci di candidare in Consiglio regionale; ad oggi devono dimettersi almeno tre mesi prima. La seconda è stata quella di non aver cancellato il collegio regionale dell'Alto Friuli, per il timore di rafforzare troppo sindaci con forte consenso anche nel collegio di Udine: parliamo del sindaco di Gemona Paolo Urbani o di quello di Tarvisio Renato Carlantoni per fare un esempio. Imbarazzante trasversalità e scambio di favori con il centrodestra. A non volere abolire l'incandidabilità dei sindaci è il centrosinistra visto che saranno in molti i consiglieri regionali del centrosinistra a correre per un secondo mandato. A non volere l'abolizione dell'Alto Friuli è il centrodestra per favorire quei sindaci del collegio di Udine che troppo temono i colleghi sopracitati. Nulla di fatto, ancora, nemmeno sulla doppia preferenza di genere, ma qui Martines dovrà attivarsi se non vorrà perdere ogni credibilità fra le compagne. Altra riforma che improvvisamente potrebbe passare è quella che prevede che anche il candidato governatore classificatosi al terzo posto possa essere presente in consiglio regionale. Stando ai sondaggi, infatti, non sarebbe ben chiaro fra Centrosinistra, Centrodestra e M5S a chi spetterà la medaglia di bronzo.