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FACCHINI: IL GURU DELLE LAVANDERIE "OSPEDALIERE"

Il caso Consorte - Unipol ha fatto scuola nel mondo delle cooperative rosse, l'ebbrezza di forti e rapidi guadagni nei paradisi fiscali non riguarda più solo pochi manager di Legacoop ma ha contagiato addirittura 300 fra amministratori e soci di Coopservice, colosso di Reggio Emilia con 5000 soci e 400milioni di fatturato che possiede il 60% di Servizi Italia società quotata in Borsa. Proprio questo collocamento fruttò ai 300 lungimiranti cooperatori la somma di 42 milioni di euro in Lussemburgo un tesoretto esentasse assai vicino ai 50 milioni che l'ex presidente di Unipol Giovanni Consorte aveva messo da parte all'estero. I 300 in questione sono soci della finanziaria lussemburghese First Service Holding e quasi tutti anche di Coopservice. La Fsh, costituita circa quattro anni fa ha in carico circa cinque milioni di azioni Servizi Italia trasferite alla vigilia della decisione di entrare in Piazza Affari al prezzo unitario di 1,149 euro. Ma il collocamento eseguito con la consulenza di Unipol Merchant è avvenuto a 8,5. La Fsh, dunque, ha realizzato una plusvalenza di 36,5 milioni. Tra i beneficiari (per la quasi totalità persone fisiche) c'era Pierluigi Rinaldini, presidente di Coopservice e Servizi Italia e membro della direzione nazionale di Legacoop. Nella lista figurano anche la stessa Coopservice, che ha il 16,4% della lussemburghese, e altri pezzi grossi delle due società: Luciano Facchini ( codroipese - ex consigliere di Coopservice ed ex direttore generale di Servizi Italia ), Barbara Piccirilli ( vice presidente della prima e consigliere della seconda ), Enea Righi e Ilaria Eugeniani ( rispettivamente amministratore delegato e consigliere della quotata ). Gli altri nomi sembrerebbero sconosciuti. Nel 2010 importanti esponenti della sinistra emiliana asserirono che in Coopservice i soci (5400) erano pochi in più rispetto ai dipendenti non soci e che la cooperativa controllava spa ed srl con altri 3.000 dipendenti. L'allora amministratore delegato di Servizi Italia e consigliere di Coopservice Luciano Facchini ( dato che sono pubblici gli emolumenti percepiti dai manager delle società quotate in Borsa ) percepiva all'anno 441.000 euro . Ma in Friuli Venezia Giulia, nella sua Codroipo, il potentissimo manager delle Coop rosse sembra essere poco conosciuto rispetto alla sua notorietà in Emilia Romagna, eppure anche qui gestiva diverse cooperative che poi ha in parte ceduto ad altrettanto noti imprenditori  pur continuandole a seguire con grande interesse. La San Giacomo ad esempio e altre importanti cooperative confluite in un unico contenitore. Fu lui, nel 2007 ad avere l'intuizione del business delle grandi lavanderie (premi icona video e senti intervista lavanderie in ospedali). Così scriveva Repubblica nella pagina dell'economia: " I panni ‘sporchi’? Servizi Italia ha deciso di ‘lavarli’ in Borsa. Quello che è il principale operatore in Italia nel settore dei servizi integrati di noleggio, lavaggio e sterilizzazione di materiali tessili e strumentario chirurgico per le strutture ospedaliere pubbliche e private ha, infatti, deciso di quotarsi al listino. "Per il momento all’Expandi, dove porteremo il 49% del nostro capitale", racconta Luciano Facchini, direttore generale di Servizi Italia. Sede centrale a Castellina di Soragna, nel parmense, Servizi Italia fino a quattro anni fa era in portafoglio all’industriale Alfio Marchini. Sessanta milioni di euro di ricavi, frutto di contratti solo nel segmento di ‘lavanolo’. Una buona azienda ma niente di più. Poi il cambio di proprietà con l’ingresso della reggiana Coopservice, il primo gruppo nazionale di vigilanza, pulizie e sanificazione. In nemmeno quattro anni i ricavi raddoppiano: nel 2005 salgano a 125,5 milioni di euro (+11% rispetto il 2004), con un ebitda pari a 34 milioni (+14%) ed un utile netto di 3,4 milioni. Arrivano poi diverse altre acquisizioni: Sof di Firenze, Selom di Genova, Lavanderia Meccanica Friulana Udine, Ilat Milano. Con previsioni che, in attesa del bilancio ufficiale 2006, indicano già raggiunti e superati i 130 milioni di euro di ricavi consolidati. Con business plan che per il 2010 vuol tagliare il traguardo dei 200 milioni.