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si è rifatto
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MAIO TREMA E CHIEDE LA DISTRUZIONE DELLA SUA INTERVISTA

Immaginate una programmata intervista di un quarto d'ora fatta con telecamera ufficiale su piedistallo e microfono a spilla all'intervistato; ci troviamo all'interno dell'ufficio del capogabinetto del Presidente della Giunta Regionale, Agostino Maio (vedi foto). Maio, viene microfonato dal cameraman e la telecamera sistemata su un tre piedi viene posizionata a pochi centrimetri dalla sua scrivania. E' a quel punto (all'inizio dell'intervista e non al termine) che il capogabinetto della Serracchiani ci allerta sul nervosismo del portavoce Lancellotti e sulla sua indole vendicativa. Si lascia andare ad alcuni commenti cinici ed ironici che possono suonare anche minacciosi. Il tutto accade in circa venti minuti alla presenza del Perbenista e del cameraman. Ebbene chiediamo ad Agostino Maio, alla Governatrice Debora Serracchiani, al portavoce Lancellotti e a quanti hanno impedito la messa in onda integrale dell'intervista, comprensiva di quei 7 minuti iniziali "carpiti a sua insaputa" (così ci scrive il legale di Maio, avv.Roberto Paviotti), che cosa può aver detto Agostino Maio di tanto imbarazzante e inopportuno da aver chiesto la censura della ripresa. L'avvocato Roberto Paviotti, ha infatti inviato per conto di Maio, una lettera di diffida (vedi allegato in Pdf) in cui si chiede la non diffusione della registrazione e la sua immediata cancellazione pena il ricorso al Garante della Protezione dei dati personali e la segnalazione all'ordine dei giornalisti. Ma cosa c'entra il Garante? E perchè mai l'ordine dovrebbe censurare un'intervista fatta ad un personaggio pubblico in un luogo pubblico con telecamera ufficiale e microfono personale? Neanche in Turchia è possibile imbavagliare in questo modo l'informazione e forse i primi a doverla ascoltare dovrebbero essere proprio i consiglieri regionali della Regione Fvg.