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    FONTANINI E COLAUTTI CANCELLANO BERTOSSI DA UDINE

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    Intervistato oggi in esclusiva, il Presidente della Provincia, Pietro Fontanini (prossimamente su Udinese Tv) ha confermato la sua disponibilità a candidarsi sindaco alle prossime amministrative udinesi se a sostenerlo sarà un centrodestra compatto. Ipotesi che trova sponda dalle favorevoli consideraioni espresse alcuni giorni fa dal capogruppo in Regione Riccardo Riccardi e dal vice coordinatore vicario regionale Massimo Blasoni (vedi foto): "Fontanini è uno dei candidati più forti ed autorevoli che il centrodestra potrà esprimere a Udine". Fontanini è ben consapevole della possibilità che ci si troverà di fronte ad una serie di elezioni anticpate dato che anche Furio Honsell potrebbe essere tentato dal continuare la sua avventura politica in Regione o al Senato. Ma se Blasoni e Riccardi non bocciano in seconda ipotesi una candidatura di Alessandro Colautti e lo stesso Fontanini appare possibilista nel caso in cui Ncd si decidesse ad essere coerente e a sostenere chiaramente il centrodestra, la bocciatura a tutto campo arriva ancora una volta verso l'ipotesi Enrico Bertossi. No secco, quindi alla candidatura Bertossi da parte di Riccardo Riccardi, Massimo Blasoni, Massimiliano Fedriga e Pietro Fontanini, come pure da buona parte dei consiglieri comunali udinesi espressioni di Forza Italia e Lega Nord. A sostenere una candidatura dell'ex assessore di Riccardo Illy, a questo punto, rimarrebbero solamente Loris Michelini e Paolo Pizzocaro, che recentemente hanno pranzato assieme a lui, ma in tal caso non si potrebbe certamente parlare di una candidatura espressione del centrodestra. Sugli altri versanti sembra rafforzarsi l'ipotesi del consigliere regionale Enzo Martines per il centrsinistra, mentre fra i pentastellati circolano i nomi dei consiglieri comunali Fleris Parente e Mariaelena Porzio o degli attivisti Valter Colognori ed Alessandro Aiello; Paolo Perozzo potrebbe invece aspirare ad un seggio in consiglio regionale.

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  • SARO E COLAUTTI INCONTRANO IL CENTRODESTRA AL PODERE * 2/9/2014 1:19:55?SARO E COLAUTTI INCONTRANO IL CENTRODESTRA AL PODERE * Il retroscena: ieri Alessandro Colautti, Ferruccio Saro e Dino Cozzi pranzavano assieme a Martignacco da Lenot. Il fatto: domani sera incontro pubblico organizzato da Alessandro Colautti e Ferruccio Saro a Martignacco. La prova: da ieri gira questo sms: LUNEDI' 10/2 ORE 20.00 "AL PODERE" DI MARTIGNACCO, INCONTRO CON ALESSANDRO COLAUTTI SUL FUTURO DEL CENTRO-DESTRA. TI ASPETTO, F.SARO ?? * COMMENTI? * foto vecchia di due anni...venuti rimane ancorato a Riccardi ?Commento inviato il 11-02-2014 alle 08:50 da fox * Stiamo parlando di quel Saro che ha dato una mano alla Serracchia solo qualche mese fa. Non credo proprio sia quello altrimenti ci troveremmo di fronte ad un vero saltimbanco ?Commento inviato il 10-02-2014 alle 14:04 da bigio * Con tutti i soldi che questi politici hanno beccato con i rimborsi elettorali, non hanno una sede propria dove riunirsi ? ci occupano anche i tavoli del podere ? perchè non vanno "al benevenuto" a Tolmezzo ? ?Commento inviato il 10-02-2014 alle 08:36 da Anonimo * Cozzi, in Insiel si ricordano ancora di te!!! ?Commento inviato il 09-02-2014 alle 23:56 da Anonimo * ma venuti con chi è andato? fratelli d'italia? forza italia? ncd? ?Commento inviato il 09-02-2014 alle 22:38 da pietro * Dino Cozzi quello della BCC di Manzano? complimenti Colautti hai amici potenti che ti porteranno lontano ?Commento inviato il 09-02-2014 alle 22:27 da Anonimo * Cambia foto, non ce ne sono altre nel tuo archivio? ?Commento inviato il 09-02-2014 alle 19:36 da Anonimo * Ma smettila di rompere le palle .....sostieni Lenot , continua a mangiare e bere e lascia che la politica prosegua con il necessario rinnovamento di 5 stelle con Cozzi e Brischi. ?Commento inviato il 09-02-2014 alle 17:23 da Gigi * Non credo che siano i più titolati per occuparsi del futuro del cdx ?Commento inviato il 09-02-2014 alle 16:47 da Anonimo * Ma che razza di sciarpa ha addosso??? Proprio la sciatteria in persona...che e' sempre sintomatico di chi hai davanti... Guardategli prima le scarpe,prima di parlare con qualcuno... ?Commento inviato il 09-02-2014 alle 14:33 da Dago * Al podere ? sul sito http://www.alpodere.net/ c'è scritto SIAMO CHUSI SOLAMENTE IL LUNEDI' SERA; cosa mangeranno questi politici ? si portano un panino da casa ? ?Commento inviato il 09-02-2014 alle 14:11 da Anonimo Commento inviato il 22-04-2017 alle 17:54 da Anonimo
  • SARO E COLAUTTI INCONTRANO IL CENTRODESTRA AL PODERE * 2/9/2014 1:19:55?SARO E COLAUTTI INCONTRANO IL CENTRODESTRA AL PODERE * Il retroscena: ieri Alessandro Colautti, Ferruccio Saro e Dino Cozzi pranzavano assieme a Martignacco da Lenot. Il fatto: domani sera incontro pubblico organizzato da Alessandro Colautti e Ferruccio Saro a Martignacco. La prova: da ieri gira questo sms: LUNEDI' 10/2 ORE 20.00 "AL PODERE" DI MARTIGNACCO, INCONTRO CON ALESSANDRO COLAUTTI SUL FUTURO DEL CENTRO-DESTRA. TI ASPETTO, F.SARO ?? * COMMENTI? * foto vecchia di due anni...venuti rimane ancorato a Riccardi ?Commento inviato il 11-02-2014 alle 08:50 da fox * Stiamo parlando di quel Saro che ha dato una mano alla Serracchia solo qualche mese fa. Non credo proprio sia quello altrimenti ci troveremmo di fronte ad un vero saltimbanco ?Commento inviato il 10-02-2014 alle 14:04 da bigio * Con tutti i soldi che questi politici hanno beccato con i rimborsi elettorali, non hanno una sede propria dove riunirsi ? ci occupano anche i tavoli del podere ? perchè non vanno "al benevenuto" a Tolmezzo ? ?Commento inviato il 10-02-2014 alle 08:36 da Anonimo * Cozzi, in Insiel si ricordano ancora di te!!! ?Commento inviato il 09-02-2014 alle 23:56 da Anonimo * ma venuti con chi è andato? fratelli d'italia? forza italia? ncd? ?Commento inviato il 09-02-2014 alle 22:38 da pietro * Dino Cozzi quello della BCC di Manzano? complimenti Colautti hai amici potenti che ti porteranno lontano ?Commento inviato il 09-02-2014 alle 22:27 da Anonimo * Cambia foto, non ce ne sono altre nel tuo archivio? ?Commento inviato il 09-02-2014 alle 19:36 da Anonimo * Ma smettila di rompere le palle .....sostieni Lenot , continua a mangiare e bere e lascia che la politica prosegua con il necessario rinnovamento di 5 stelle con Cozzi e Brischi. ?Commento inviato il 09-02-2014 alle 17:23 da Gigi * Non credo che siano i più titolati per occuparsi del futuro del cdx ?Commento inviato il 09-02-2014 alle 16:47 da Anonimo * Ma che razza di sciarpa ha addosso??? Proprio la sciatteria in persona...che e' sempre sintomatico di chi hai davanti... Guardategli prima le scarpe,prima di parlare con qualcuno... ?Commento inviato il 09-02-2014 alle 14:33 da Dago * Al podere ? sul sito http://www.alpodere.net/ c'è scritto SIAMO CHUSI SOLAMENTE IL LUNEDI' SERA; cosa mangeranno questi politici ? si portano un panino da casa ? ?Commento inviato il 09-02-2014 alle 14:11 da Anonimo Commento inviato il 22-04-2017 alle 17:54 da Anonimo
  • Giusto anonimo. Per quel che ne sò, Fontanini possiede a Collina di Forni Avoltri una casa "di montagna". Una volta era una Pensione. Perchè invece di lasciarla vuota non la riempie di migranti, visto che la Lega è brava solo a parole? Un 20-30 persone potrebbero essere alloggiate senza problemi. E porterebbe un pò di vita in quel paese. Mi rifaccio al discorso che feci tempo fa per i primi sbarchi degli albanesi, quando al governo c'erano anche i leghisti che non fecero assolutamente niente per bloccarli sul nascere. Non sarei sorpreso se tanti industriali (anche leghisti) avessero aperto aziende in Albania. E gli italiani a casa e senza lavoro. Sarà dura se non cambiamo registro in questa Nazione. E fra non molto qualcuno dovrà farlo e senza guardare in faccia nessuno. Commento inviato il 16-12-2016 alle 09:27 da GG
  • fontanin! va a ciase, vonde ,tu e le leghe i ves ingomeat. fas beneficense cumo, ten a ciase too une 20 di extracomunitaris Commento inviato il 15-12-2016 alle 09:32 da Anonimo
  • Perbenista 18 dicembre 2014 Ci voleva l'onestà intellettuale di un ventiquattrenne che non vive di politica per ribattere alle parole dell'ex governatore Renzo Tondo, liquidando buona parte dell'attuale classe politica del centrodestra con il termine di "Dinosauri". Solo che oltre ad essere un giovane universitario, Alessandro Ciani (vedi foto), è anche il vice segretario nazionale della Lega Nord in Fvg e le sue parole pesano come un macigno. Fino a poche settimane fa per il capogruppo di Forza Italia in consiglio regionale, Riccardo Riccardi, la candidatura a presidente sarebbe stata dovuta essere espressione del partito di maggioranza della coalizione. Oggi che i sondaggi danno la Lega Nord al doppio dei consensi rispetto Forza Italia, quel che resta della scorsa legislatura azzurra si inventa le primarie: mai fatte fino ad oggi. Non solo; anche dentro Forza Italia cambiano piani e aspirazioni. Secondo fonti ben informate, alcuni giorni fa Riccardi si sarebbe recato con la coda fra le gambe da Renzo Tondo e gli avrebbe proposto di ricandidarsi alla guida della Regione Fvg. Ecco il motivo della rottura dell'asse fra Riccardi e Blasoni. Ora anche Riccardi aspira al seggio romano come Blasoni e l'attuale coordinatrice Sandra Savino. "Definire Salvini un visitor solo perchè ha proposto il segretario della Lega in Friuli Venezia giulia quale candidato governatore appare grottesco - afferma Ciani - Più che pensare di bloccare possibili candidature il centrodestra lavori per eliminare i troppi dinosauri della politica e dar vita ad un vero cambiamento che deve riguardare sia i programmi che le persone". Commento inviato il 14-12-2016 alle 10:21 da Anonimo
  • Fontanini, un leader mancato Chi ha cacciato Pieri Fontanini dal trono della Lega? La risposta è banale: è stato Pieri Fontanini. Se la candidatura di Matteo Piasente, fino a poche settimane fa considerato braccio destro del segretario, è da considerarsi un patricidio, lo è con il consenso di papà di Tommaso Cerno Messaggero Veneto 27 maggio 2012 Chi ha cacciato Pieri Fontanini dal trono della Lega? La risposta è banale: è stato Pieri Fontanini. Se la candidatura di Matteo Piasente, fino a poche settimane fa considerato braccio destro del segretario, è da considerarsi un patricidio, lo è con il consenso di papà. Non è certo merito del più rampante fra i peones padani, né è colpa dell’assessore Claudio Violino, il più potente leghista friulano. Certo i due, assieme con il pordenonese Fulvio Follegot e il triestino Max Fedriga, avranno anche brigato, congiurato, progettato. Ma una cosa è certa: se si fossero trovati di fronte un leader vero, riconosciuto dal suo popolo e forte di un progetto politico, la congiura non sarebbe riuscita. E la Lega non si troverebbe, oggi, a scegliere il segretario nazionale, come lo chiamano loro, fra quattro sconosciuti. Il problema della cacciata di Pieri è tutto di Pieri, insomma. Pieri, il leader mancato. Classe 1952, insegnante di scuola, carattere fermo nei modi ma aperto alla trattativa tanto da prendersi l’epiteto di “democristiano di Padania”, Fontanini dalla Lega ha avuto tutto. È stato sindaco, consigliere regionale, presidente del consiglio regionale, presidente della Regione, senatore, deputato, presidente della Provincia e segretario nazionale della Lega Nord. Roba da far venire i capogiri. Ma in tutto questo viaggio politico non ha mai scelto davvero chi essere: non è mai stato un politico radicato sul territorio, al contrario del suo storico antagonista Violino, che colleziona tessere, sindaci amici, amministratori, associazioni e categorie. Né è mai stato un visionario dell’autonomismo, come invece suo cugino Sergio Cecotti, che aveva come unico, grande progetto politico la riforma dell’autonomia del Friuli e che ha detto di no alla Lega quando l’anima autonomista era stata schiacciata dagli accordi romani fra Bossi e Berlusconi. È per questo che le medaglie di Fontanini non gli sono bastate a battere Piasente. È stato il primo presidente di Regione leghista della storia d’Italia, nel 1993, quando il Carroccio aveva il 28 per cento, eppure del suo governo non si ricorda nulla. Per la gente i presidenti leghisti sono stati due: Alessandra Guerra e Sergio Cecotti. Punto. Nel 1994 Fontanini vola a Roma, al Senato, e vi resta – spostandosi poi alla Camera – per tre legislature. Non si ricorda una legge che porti il suo nome, né una riforma che giri soldi o poteri al Friuli. Dopo l’espulsione dal partito in rotta con l’ex segretario Marco Pottino, Fontanini ottiene la seconda chance. Il suo ritorno promette bene, sembra che Fontanini sia cambiato. La vittoria alla Provincia di Udine gli spiana la strada alla segreteria nazionale della Lega, il segnale che Pieri non sarà un semplice amministratore ma un capo spirituale, che guida il partito dalla patria storica del Friuli, cuore dell’autonomismo. Ma è l’ennesima illusione. Così a pochi giorni dal congresso, Fontanini si accorge che il suo fido Piasente, consigliere provinciale (e funzionario del partito), quello che considerava il suo braccio destro l’ha scaricato ed è pronto a prendere il suo posto, sfidando altri quattro leghisti di fascia B, mai sentiti prima nel gotha del partito. L’epilogo triste di una scalata mai compiuta davvero. L’addio di un capo, che non è mai stato leader. Commento inviato il 14-12-2016 alle 07:06 da Anonimo
  • Pietro Fontanini Nato a Udine (UD) il 23/09/1952 Grado di istruzione: Laurea Professione: Insegnante/Professore dal 22/04/2013 : Pres. Giunta Provincia Udine (Partito: Lega) dal 15/04/2008 al 22/04/2013 : Pres. Giunta Provincia Udine (Partito: Lega) dal 13/06/2004 al 06/06/2009 : Consigliere Consiglio Comunale Campoformido (UD) (Lista di elezione: Lega) dal 30/05/2001 al 27/04/2006 : Deputato (Lista di elezione: Lega) dal 28/06/1999 al 12/06/2004 : Sindaco Comune Campoformido (UD) (Partito: Lega) dal 07/07/1999 al 11/06/2001 : Consigliere Provincia Udine (Lista di elezione: Lega) dal 09/05/1996 al 29/05/2001 : Deputato (Lista di elezione: Lega) dal 08/05/1995 al 28/06/1999 : Sindaco Comune Campoformido (UD) (Partito: Lega) dal 15/04/1994 al 08/05/1996 : Senatore (Lista di elezione: Lega) dal 09/07/1990 al 08/05/1995 : Consigliere Provincia Udine (Lista di elezione: Lega) dal 03/08/1993 al 11/01/1994 : Pres. Giunta Regione Friuli Venezia Giulia (Partito: Lega) dal 09/07/1993 al 29/12/1993 : Consigliere Regione Friuli Venezia Giulia (Lista di elezione: Lega) dal 24/07/1990 al 31/12/1992 : Consigliere Consiglio Comunale Campoformido (UD) (Lista di elezione: Lega) dal 24/07/1990 al 13/05/1991 : Assessore Comune Campoformido (UD) (Partito: Lega) dal 15/11/1988 al 10/07/1990 : Assessore Comune Campoformido (UD) Commento inviato il 14-12-2016 alle 06:37 da Anonimo
  • DIARIO DI UDINE venerdì 3 giugno 2016 – IL NUOVO CHE AVANZA Pietro Fontanini, la quintessenza del professionismo politico Si parla di lui come candidato per centrodestra in corso per palazzo d’Aronco. Negli anni è stato presidente di Regione, sindaco, deputato, senatore, presidente della Provincia «Che tipo è Fontanini?», chiede una ragazza durante una cena di famiglia in cui si parla anche di politica. Uno suo zio leghista brucia tutti sul tempo e risponde così: «Un bravo amministratore, preparato e onesto. Ce ne fossero». La risposta non fa una grinza. E’ politically correct, ma come tale trasuda omissis. Tiene nascosto, ad esempio, che quando nel 1993 l’attuale presidente di palazzo Belgrado fece irruzione nella politica che conta, guadagnandosi un posto al sole nella capitale, tuonò contro i politici di professione ripromettendosi di estirpare il cancro della partitocrazia. Ma come spesso avviene, anche lui da incendiario si è trasformato nel più blasonato pompiere del nostro sistema politico tanto che oggi – dopo oltre quattro lustri di incarichi a tutti i livelli – incarna più di ogni altro suo collega del Fvg la quintessenza del professionismo politico. Al punto tale che un centro destra a caccia di candidati spendibili per tentare l’assalto a palazzo d’Aronco sta pensando a lui come candidato sindaco di Udine. Sì, proprio a lui, l’uomo con un pedigree di incarichi che avrebbe fatto invidia ai tanti gerontocrati della prima repubblica. Il volto ‘nuovo’ per il Comune di Udine? Il nostro, non molto tempo fa, ha brandito minacciosamente il suo palmarès per riferire che se la Provincia di Udine chiude, sarebbe ‘disponibile’ a proporsi «per prendere in mano un altro ente che possa rappresentare il Friuli e potrebbe essere anche il Comune di Udine». E il centrodestra? Tace, acconsente, plaude. E tira un sospiro di sollievo ammettendo una volta di più la sua incapacità di avere creato in tutto questo tempo una classe dirigente all’altezza dove pescare candidati di peso e soprattutto dal volto nuovo. Fontanini sa dunque di essere senza rivali nel calderone insipido del centrodestra. Ed è consapevole che gli incarichi ricoperti li ha sempre onorati. Quali? Di tutto e di più. Gli manca la presidenza della Camera, del Senato e quella della Repubblica. Esagerazioni? Macchè! Dal suo esordio autonomista e poi da Verde Margherita, prima della folgorazione sulla via di Giussano, è stato consigliere comunale, sindaco di Campoformido, consigliere provinciale, deputato, senatore, consigliere e presidente della Regione, vice capogruppo vicario della Lega alla Camera e attualmente è presidente della Provincia di Udine. Il centrodestra non ha né saputo creare un ricambio generazionale Pacioso, rassicurante – democristiano fuori tempo massimo – Fontanini offre il suo know how al centrodestra, certo che possibili competitor non ce ne esono. Quindi, non soltanto l’ammissione che il nostro Pieri, come lo chiamano, incarna in maniera perfetta il ruolo di professionista della politica a vita che lui avrebbe dovuto debellare, ma anche la prova provata che il centrodestra non ha né saputo né voluto creare un fisiologico ricambio generazionale. Basti pensare che se un qualsiasi cittadino pensa ai leader udinese della costellazione di centro destra gli vengono in mente il leghista Mario Pittoni, Alessandro Colautti dell’Ncd e Massimo Blasoni e Riccardo Riccardi di Forza Italia e pochi altri con ruoli marginali. Fine della rassegna. La disaffezione dalla cosa pubblica dietro l’angolo I possibili emergenti sono stati sistematicamente triturati dalle guerre intestine, dai personalismi, da organizzazioni politiche mai strutturate e dunque inesistenti, dalla mancanza di un progetto politico vero che possa apparire perlomeno credibile ai giovani. Che, come avviene anche nel centro sinistra, alla politica degli annunci e alle fruste oligarchie di quello che rimane dei partiti preferiscono tutt’altro. Vero è che a disilluderli e ad allontanarli dalla politica è proprio questa pervicace incapacità di rinnovamento. Può essere che Fontanini sia il cavallo vincente per il centro destra, ma il prezzo da pagare sarebbe un’altra volta inimmaginabile in termini di disaffezione dalla cosa pubblica. Commento inviato il 14-12-2016 alle 06:07 da Anonimo
  • Messaggero Veneto 27 agosto 2015 Giuliana Pozzo, la lady dell’Udinese calcio, attacca Pietro Fontanini. Definisce le critiche espresse dal presidente della Provincia sulla proposta di modifica dell’intitolazione dello stadio Friuli in Dacia Arena Friuli «un’insinuazione irriguardosa». «In maniera più o meno diretta – scrive lady Pozzo sul sito web della società bianconera – , accusa l’Udinese di voler mancare di rispetto “a questa terra” e al suo popolo che “ha contribuito finanziariamente alla realizzazione dell’impianto”. Irriguardosa perché la scelta convinta di concentrare tutti gli sforzi sulla ristrutturazione dello stadio, ha comportato la rinuncia a seguire altre strade che sarebbero state meno dispendiose e più agevoli e rapide da percorrere. Non abbiamo mai considerato l’idea di abbandonare lo stadio Friuli, proprio per il rispetto di ciò che questo stadio rappresenta per la nostra terra. Ma se oggi questo stadio si è assicurato una vita lunga almeno novantanove anni, lo si deve all’Udinese calcio». «Mi stupisce – continua Pozzo – che proprio lei non abbia fatto questa riflessione prima dare fiato alle stampe. Stupisce perché da ex sindaco di Campoformido dovrebbe ricordare che proprio dalle comunità di quelle aree giungevano le sollecitazioni a costruire un nuovo impianto, invitandoci ad abbandonare al proprio destino lo stadio Friuli. Questa sì che sarebbe stata una mancanza di rispetto. Se avessimo scelto la strada più agevole, cosa ne sarebbe stato dello stadio Friuli?». Lady Pozzo rincara la dose: «Non crede che questa società abbia dimostrato di rispettare il popolo friulano e questa terra sottraendo un bene pubblico al sicuro declino (per utilizzare un altro passaggio del suo intervento), al degrado e all’abbandono? Se fossimo scappati, oggi l’Udinese avrebbe uno stadio nuovo altrove, mentre l’attuale sarebbe un pesante fardello per le casse comunali e dunque per i cittadini. Invece oggi, il nuovo stadio ci rende orgogliosi perché siamo riusciti a mantenere la sede storica del suo insediamento; il cantiere ha dato la possibilità ad imprese e lavoratori friulani di essere impiegati; la città di Udine e il Friuli sono costantemente citati come il luogo dove un imprenditore è riuscito con tenacia, abnegazione e lavoro a realizzare un’opera che rappresenta un’opportunità per il territorio. L’Udinese e il nuovo stadio creano occasione per parlare del Friuli, per diffonderne la propria identità e l’immagine di un popolo fatto di gente laboriosa, motivata e capace». «Quanto al riferimento al ricordo delle vittime del tragico sisma del 1976 – conclude Giuliana Pozzo –, ritengo che anche lei sia caduto nell’errore di strumentalizzare una pagina dolorosa della nostra storia per giustificare la sua posizione. La denominazione stadio Friuli, infatti, come risulta dagli atti comunali (delibera di consiglio comunale del 3 marzo 1978), fu attribuita in quanto fu riconosciuto “uno stadio a servizio della comunità regionale”, non un simbolo del ricordo delle vittime del terremoto. L’identità e la friulanità non si tutelano a parole, servono azioni concrete. Come recita un vecchio detto friulano, “Cjacarâ cence pensâ, al è tant che trai cence smicjâ”». Commento inviato il 14-12-2016 alle 06:01 da Anonimo
  • A furia di rincorrere a vuoto Michelini il Pizzocaro sta perdendo smalto: e dico smalto non peso! Commento inviato il 14-12-2016 alle 05:46 da Anonimo
  • Quel Colautti lì è lo stesso arrestato per tangentopoli nel 1993, anno in cui Fontanini era presidente della regione e la Lega lo voleva licenziare come dipendente regionale? E magari è lo stesso che con i soldi del gruppo consiliare ha spesato una cena da 58 euro a San Valentino, un soggiorno in Austria da 403 euro, 98 euro pagati per il parcheggio a Udine, 123 per una notte a Parigi e 35 per la pulizia del cane? Non sarà mica poi lo stesso che con i soldi del Consorzio per l’acquedotto del Friuli centrale di cui era presidente si era comperato due abbonamenti all’Udinese per le stagioni 2005-06 e 2006-07 per 6.689,20 euro? Sarà un curioso caso di omonimia…. Commento inviato il 14-12-2016 alle 04:55 da Anonimo
  • Caspita Perbenista, va bene fare satira ma hai parlato con qualcuno del M5S prima di scrivere questo articolo? Con me no di certo Commento inviato il 13-12-2016 alle 23:55 da Paolo Perozzo
  • Sandro Colautti è lo zerbino di Serracchiani, per il referendum ha propagandato "VOTA SI" per un posto in giunta regionale ma Debby non lo ha preso in considerazione. Ora è pronto a ritornare verso il centro destra, ..... ci crede tutti fessi, vi giuro non lo voto e facci campagna elettorale contro raccontando pubblicamente tutte le sue incoerenze Commento inviato il 13-12-2016 alle 14:48 da Anonimo
  • Fontanini meglio di Bertossi mille volte ! Commento inviato il 13-12-2016 alle 14:19 da al di codroipo
  • Massimo Blasoni ormai è un politico di spessore nazionale. Sono impressionato da quanto è cresciuto... evidentemente la politica è una droga e un pò di astinenza... gli ha fatto un gran bene! Commento inviato il 13-12-2016 alle 13:40 da Kly

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