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IL RETTORE DE TONI CRITICATO PER IL SUO IMPEGNO POLITICO

Con le dimissioni di Matteo Renzi, dopo la sconfitta del SI, comincia a vacillare tutto il castello di carte costruito dal Pd in Regione e i primi ad essere sotto accusa sono i vertici delle classi dirigenti. Immediato il fuoco contro il rettore Alberto Felice De Toni. A criticarlo duramente è il professor Sandro Fabbro (vedi foto) storico firmatario del patto fra Università e territorio. "Prima la festa del Pd presso i locali dell'Ateneo, poi la comparsata alla Leopolda di Firenze e, infine, il forte sostegno al Si del referendum schierando nei comitati due figure istituzionali come la professoressa Elena D'Orlando, membro della Paritetica e il professor Leopoldo Coen, presidente del Comitato Etico - afferma Fabbro - hanno schiacciato l'intero Ateneo sulle posizioni di Matteo Renzi.". Non solo...Fabbro ricorda come durante la sua campagna per diventare Rettore, De Toni, avrebbe girato tutti i dipartimenti facendo valere la sua solida amicizia con la governatrice Debora Serracchiani che avrebbe fatto il possibile per aiutare l'Università ad ottenere maggiori risorse.

Al dott. Marco Belviso

Curatore del Blog “Il Perbenista”

Udine

 

E p.c.

Al Magnifico Rettore dell’Università di Udine

Prof. Alberto F. De Toni

 

E al Direttore Generale dell’Università di Udine

Dott. Massimo Di Silverio

 

Oggetto: precisazioni e rettifica in merito al colloquio informale e casuale di mercoledi’ 7 dicembre 2016 con il dott. Belviso de “Il Perbenista”.

 

Egr. dott. Belviso,

in merito all’incontro casuale e al colloquio informale con lei avvenuto mercoledi’ 7 dicembre 2016, verso le ore 18,30-19,00, presso il Bar Borgonuovo (angolo Via Freschi, Via Cotonificio) di Udine dove spesso, all’uscita dall’Università del Polo Rizzi, mi capita di fermarmi per prendere un aperitivo prima di cena, desidero precisare alcuni punti. Nello scambiare dei convenevoli con lei -che avevo conosciuto a fine ottobre 2015 in occasione di una veloce intervista che mi aveva fatto uscendo dall’Università sui noti fatti dei “Carabinieri all’Università” del maggio 2015-, mi ha chiesto come vanno le cose all’Università. In via del tutto informale, tranquilla e senza voler mettere sotto accusa alcuno e, soprattutto, senza ritenere di essere intervistato, ho osservato che, anche alla luce dell’esito del referendum sulla riforma costituzionale, lo “schiacciamento” di vertici dell’Università su un partito politico nazionale, metteva l’intera università in una situazione imbarazzante (come peraltro precisavo, il giorno dopo, in una lettera aperta al Rettore sul Messaggero Veneto). Come evidenza di un tanto citavo: la festa del PD all’Università del 2015; la presenza del Rettore alla convention renziana della Leopolda di Firenze; il sostegno al Sì referendario da parte di illustri colleghi che, pur liberi, in quanto singoli professori, di pensare ed esercitare altrettanto liberamente le loro idee, avrebbero però dovuto mantenere, ricoprendo ruoli istituzionali importanti dentro l’Università, un comportamento più equilibrato e citavo il caso della prof.ssa Elena D’Olando, che ricopre il ruolo delicato e influente di “Delegata del Rettore per la montagna e le Autonomie Locali” ma è anche la prima relatrice al convegno “Diritti verso il Sì. Una scelta convinta e coraggiosa” (Camera di Commercio, Udine 15 ottobre) ed il prof. Leopoldo Coen, componente della, altrettanto delicata, “Commissione di garanzia” dell’Università (che si occupa, tra l’altro, dell’applicazione del Codice Etico), che è stato responsabile del Comitato udinese per il Sì al referendum. Lungi dal lanciare accuse e, ripeto, senza né chiedere né sapere di essere intervistato, manifestavo, in generale e comunque con toni rispettosi, solo il mio disappunto per il fatto che illustri colleghi, che ricoprono anche ruoli istituzionali così importanti nell’Università, pur avendo agito sicuramente in buona fede ed in maniera del tutto lecita, non avessero però ritenuto opportuno assumere posizioni più caute ed equilibrate.

Desidero, pertanto che, ai sensi delle norme sulla stampa, venga riportata, sul blog “Il Perbenista”, nella stessa pagina del giornale che ha riportato la notizia, la seguente precisazione: “Preciso che, nel corso di un breve, casuale ed informale colloquio con il Perbenista, avvenuto mercoledì 7 dicembre, nei pressi del Polo universitario dei Rizzi dove lavoro, ho espresso qualche parere, senza sapere di essere intervistato, circa l’opportunità, da parte di persone che stanno ai vertici dell’Ateneo, di supportare, con azioni pubbliche, specifiche parti politiche in spregio alla doverosa indipendenza e imparzialità dell’Università. Non ho, in ogni caso, mai accusato o offeso alcuno ed ho sempre avuto toni rispettosi verso tutti. Tali “critiche”, inoltre, non hanno riguardato minimamente il complesso del vertice di governo ed amministrativo dell’Università, né il complesso dei suoi professori e docenti, né tantomeno la qualità dell’Università di Udine che ritengo istituzione di alto livello, nella quale lavoro con soddisfazione da decenni, per la quale ho svolto, dal 2008, anche incarichi istituzionali oltre che il ruolo di coordinatore del Patto Università-Territorio ed alla quale ho sempre dato tutto il mio impegno di professore. Non sono dovuti, pertanto, né alle intenzioni né alle dichiarazioni del sottoscritto, l’”intervista” che ne è uscita sul blog “Il Perbenista” né tantomeno i commenti a latere e gli ulteriori sviluppi che ne sono seguiti anche in giornate successive.

 

Cordiali saluti

Sandro Fabbro, Università di Udine