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INDUSTRIALI E PD A BRACCETTO MENTRE IL POPOLO HA FAME

La scusa della visita la abbiamo spiegata ieri: il Ministro per la Sviluppo Economico Carlo Calenda questa mattina visiterà a San Vito la LEF assieme al presidente di Unindustria di Pordenone Michelangelo Agrusti e alla governatrice Debora Serracchiani. Grandi e costosi preparativi del cerimoniale della Regione Fvg. Poi, giacchè in Friuli Venezia Giulia, il ministro Carlo Calenda alle 17, assieme a Debora Serracchiani illustrerà le ragioni del SI al referendun. Da notare che Debora Serracchiani, in questo secondo incontro, appare nei comunicati stampa, in veste di vicesegretaria nazionale del Pd. Questo vuol dire che i cittadini pagheranno i costi delle tasferte, dei pasti e della sicurezza di due leader nazionali del Pd con relativi staff, come Calenda e Serracchiani. Con quale coraggio, dopo mesi di viaggi per la Regione e per l'Italia come sostenitrice del Si al referendum del 4 dicembre, Debora Serracchiani scrive su Twitter indirizzato al quotidiano Repubblica (vedi foto): " Il NO è composto da persone che hanno acquisito rendite di posizione. Non possiamo consegnare a loro il Paese". E domani, lo stesso presidente di Unindustria di Pn, Michelangelo Agrusti assieme al deputato pordenonese del Pd Giorgio Zanin, terrà una conferenza stampa sui "benefici economici della riforma costituzionale". Intanto, non passa giorno in cui l'amministratore delegato e presidente della multinazionale Danieli, Gianpietro Benedetti, non esterni logorroicamente a sostegno del SI al referendun di Matteo Renzi, arrivando a sostenere "Il NO un salto nel buio; l'azienda ha pronto un piano B nel caso in cui l'Italia perda competitività". Ma quanti milioni di Italiani senza lavoro e con pensioni da fame, si ritrovano a non avere nessun piano per poter sperare nel presente e nel futuro?