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FORGARIA: PIERLUIGI MOLINARO NELLA BUFERA

QUERELA BAIUTTI: LA PROCURA INDAGHI DALLA PARTE GIUSTA

Il plico che raccoglie le carte della querela di Giorgio Baiutti contro Il Perbenista ha in prima pagina il timbro dello studio legale Massimiliano Basevi. Il faldone che raccoglie un centinaio di fotocopie a colori di post e commenti apparsi sul blog potrebbe essere stato prodotto e confezionato presso gli uffici del capogabinetto del Presidente del Consiglio regionale Franco Iacop. Così almeno lasciano intendere una serie di sms e messaggi scritti dall'addetto di segreteria di Franco Iacop, Fausto Micoli. Micoli, che in Regione Fvg lavora a stretto contatto con Giorgio Baiutti, si lamenta infatti di essere trattato senza rispetto e di essere usato per fini non sempre istituzionali, come fotocopiare e rilegare centinaia di pagine stampate dal blog del Perbenista. Non vi è dubbio in questo caso che si tratterebbe di peculato d'uso. A riprova di ciò, Fausto Micoli viene chiamato alcuni mesi fa dai Carabinieri ed ammette il tutto, spiegando che si trattava di un ordine e che non poteva rifiutarsi. Ma cosa agita a tal punto Giorgio Baiutti da voler imbavaglaire il Perbenista? Basta leggere gli atti per capire che a far saltare i nervi all'ex potente consigliere regionale di area socialista sono i continui richiami con relativi commenti dedicati all'Associazione Ermes di Colloredo. Un'associazione composta da quattro fedelissimi ex socialisti amici di Baiutti, ma da cui Baiutti negli atti cerca di prendere le distanze. Certo 500.000 euro di Contributi pubblici elargiti dalla Regione Fvg in cinque anni alla Ermes di Colloredo sono veramente tanti soldi e non si capisce in base a quali meriti o a quali amicizie il sodalizio sia riuscito a raggruppare tanto denaro. Attualmente il presidente della Ermes di Colloredo, Giordano Menis è sotto inchiesta per malversazione, ma nelle carte prodotte da Baiutti agli inquirenti non vi è traccia di questa notizia. Nel frattempo il M5S regionale ha chiesto un accesso aglia atti e dagli Uffici regionali ci viene comunicato che mancano alcune rendicontazioni. Si tratta a ben vedere di quasi 650.000 euro di contributi ad essere finiti nelle iniziative della Ermes di Colloredo. Eppure l'inchiesta avviata dalla Gdf da cui è scaturito il rinvio a giudizio per malversazione di Menis, prende in considerazione solo 250.000 euro di contributi invece che l'intera somma. Per il 17 novembre il M5S di Cassacco al punto 10 pone: "Mozione urgente da sottoporre a votazione in consiglio comunale Cassacco contributi associazioni culturali - notizie apprese dalla stampa: Al Signor Sindaco Baiutti Ornella del Comune di Cassacco. All’assessore competente. Alla luce delle recenti notizie di stampa e televisione (in part. servizio andato in onda il 19 ottobre sulla emittente locale “Udinese Tv”), secondo le quali l'amministrazione comunale ha ritenuto di non rispondere alle domande dei giornalisti in merito alle modalità di erogazione di contributi all'associazione “Ermes di Colloredo”, considerato il segnale fortemente negativo che ne può ricavare la cittadinanza in merito alla trasparenza ed imparzialità, nonché del buon andamento, dell'attività amministrativa, si propone mozione per impegnare Giunta e Sindaco affinchè: - si illustri, elencando in modo completo ed esaustivo, quali finanziamenti, nonchè con quali criteri, sono stati erogati a tale associazione nel corso degli anni a partire dal 2006 ad oggi; - si confermi, se del caso, quanto appreso ed in particolare si spieghi dove ed a che titolo sono collocati alcuni quadri del pittore Otto D'Angelo, acquistati dall'Associazione con contributi pubblici e che, dalle notizie emerse dalla trasmissione stessa, oltre che da altre notizie di stampa, nonché da un verbale di un Consiglio Comunale del Comune di Treppo Grande in cui vi è una dichiarazione di un consigliere stesso, secondo cui risulterebbero stati donati, ceduti, o comunque nel possesso o detenzione del Comune di Cassacco; - si modifichi la procedura ed il regolamento comunale di erogazione dei contributi pubblici comunali finalizzati alle attività culturali, allineandolo a quello attuale in vigore per la Regione FVG, il quale prevede un preventivo bando ed una commissione che vagli motivatamente i progetti pervenuti". Ma secondo alcuni cittadini di Treppo Grande in questi giorni sarebbe ripartitia un'altra inchiesta relativa all'edificazione di un complesso edilizio in zona Zegliacco alcuni anni fa. E non solo; dalla realizzazione del Centro Commerciale Alpe Adria a Cassacco alla cena Là di Moret fino al nuovo riassetto della sanità regionale, si sono incrociati spesso gli stessi volti; un vecchio saggio come il gran tessitore Ferruccio Saro (vedi foto) guarda a distanza con volto preoccupato. Fra tanti post e tanti commenti, più di qualcosa corrisponde al vero e il dottor Sottile lo sa bene. Recentemente il dottor Cantone prima e il procuratore capo di Udine, De Nicolo, dopo, hanno invitato i cittadini a parlare se sono a corrente di possibili fatti irregolari perchè il peggior nemico della giustizia è l'omertà. Adesso gli inquirenti ascoltino la voce dei cittadini o i loro appelli non saranno valsi a nulla.