il Perbenista
si è rifatto
il look
Notizie flash
PRESTO LA RELAZIONE GIURATA DEL DOTT. FABIO ZULIANI

IL POTERE DELLE TRE SORELLE:CHI MUOVE IL DENARO IN FVG

Circa due anni fa, Carlo Moser (vedi foto), 47 anni, trentino, analista con esperienze nelle realtà finanziarie internazionali mai mai operative a capo di qualche azienda, è stato nominato direttore di Friulia. La scelta avvenuta dopo un'approfondita selezione di candidati svolto dalla Dotto Research di Pordenone non ha tardato a creare diverse insiddisfazioni sia da parte del mondo politico che da quello imprenditoriale. Retribuito con il massimo previsto per un "dirigente regionale", circa 150mila euro, gode di una serie di benefit legati al suo incarico. Nonostante l'incarico di alta responsabilità, Moser trascorre mediamente tre giorni alla settimana in Friulia, per i restanti viene dato fuori regione. Non solo; un'altra anomalia contraddistingue la sua recente assunzione in tempi di crisi: il contratto a tempo indeterminato. Eppure le critiche a Friulia sono molte, essenzialmente volte a colpire il suo totale immobilismo e la sua attenzione volta solo verso le grande imprese, tralasciando le necessità di quelle piccole e medie. Insomma più che accompagnare le aziende nella loro crescita, gioca sul sicuro aiutando quelle più consolidate a confermarsi.  Ma se il direttore generale viene visto poco nei corridoi del Palazzo della Finanziaria Regionale, ancora meno presente pare essere il presidente Pietro Del Fabbro, reo di essere troppo spesso irreperibile o non contattabile. Addetto stampa unico di Friulia, dopo l'uscita di Echo Comunicazione è Umberto Malusà, storico portavoce e direttore della comunicazione di Finmeccanica negli anni d'oro, dal 2002 al 2011 e prima ancora, per un decennio, responsabile relazioni esterne di Fincantieri quando dichiarava oltre 238mila euro. Attualmente Friulia, nonostante il rifiuto tassativo dei revisori dei conti di Autovie Venete, da anni continua a prelevare circa 8 milioni di euro a bilancio, grazie ai dividendi della società autostradale di cui è azionista di maggioranza. Nonostante il "prestigioso" nome chiamato da Del Fabbro alla comunicazione di Friulia, da Palazzo i ben informati sostengono che non esca nemmeno una riga previa autorizzazione del potente portavoce di Debora Serracchiani, Giancarlo Lancellotti. Sindaci effettivi di Friulia sono alcuni commercialisti assai noti nella galassia udinese, per aver seguito grandi imprese oggi in disgrazia. Citiamo ad esempio Marina Vienna, ex socia di Franco Asquini (ex presidente di Friulia), Giuseppe Graffi Brunoro, presidente regionale di Confcooperative Fvg, Maurizio Zanette, già dirigente Danieli, Friulia e FriulAdria. Il bilancio 2013-14 di Friulia si chiuse con perdite per 35,3 milioni di euro, determinate dalla svalutazione patrimoniale della partecipata banca Mediocredito Fvg. L'attività tradizionale di venture capital nelle Pmi locali, invece, vide plusvalenze per 800mila euro, le prime dal 2008 a oggi. La riorganizzazione fatta dal presidente Pietro Del Fabbro (nella foto assieme al direttore generale Carlo Moser e Massimo Paniccia), ha consentito di ridurre del 7,% i costi di gestione. Oggi Mediocredito versa ancora in una situazione molto complicata e nonostante i salti mortali dell'assessore Peroni per fingere tranquillità, gira con insistenza la voce secondo cui il presidente Cristiana Compagno sia orientata a portare i libri societari in Banca di Italia per non cadere vittima di responsabilità certamente non ascrivibili a lei. Ma cosa è successo in Mediocredito dalla presidenza Pressacco ad oggi? Per quale ragione Mediocredito Fvg ha continuato a finanziare imprese venete finendo poi incagliata in una situazione di non ritorno? quante scelte all'interno di Mediocredito sono state dettate dalla volontà del potente e super pagato direttore generale Narcisio Gaspardo per arrivare a circa un miliardo di buco come sostenuto dal giornalista Rumiz? Come mai si sono fatti entrare nell’organico, in questo momento grave, dipendenti della Hypo Bank, la cui casa madre è universalmente nota per aver spalancato nei suoi conti un buco record di 18 miliardi di euro? Come mai si sono stati fatti entrare nell’organico, in un momento grave, dipendenti della Hypo Bank, la cui casa madre è universalmente nota per aver spalancato nei suoi conti un buco record di 18 miliardi di euro? E' trascorso più di un anno dalla lettera di Paolo Rumiz a Debora Serracchiani ma la situazione non pare essere migliorata e i silenzi sono ancora tanti. Con la prossima inchiesta cercheremo di capire chi comanda il potere econonico in questa Regione e quanto contino le  cassaforti Friulia, Mediocredito e Autovie Venete. Certo, perchè anche se in apparenza parliamo di soggetti diversi, le tre società sono molto più che sorelle. Prossimamente su Udinese Tv: "Il potere delle tre sorelle". Con le nostre telecamere vi porteremo dentro gli uffici dei potere...