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TROPPI DUBBI SUL CONCORSO PUBBLICO PER INFERMIERI

Infermieri: Concorso pubblico regionale per assunzioni a tempo indeterminato. 
Oltre diecimila iscritti al concorso pubblicato a settembre 2015. Si procede con una preselezione a gennaio 2016: Palatrieste, metà candidati la mattina e metà al pomeriggio. Ammassati senza una seduta di spazio tra un candidato e l’'altro, test a risposta multipla: hanno permesso di copiare, parlare, usare il cellulare. I responsabili della sorveglianza hanno minacciato esclusioni dalla prova ma hanno volutamente chiuso occhi e orecchie, permettendo consapevolmente ai “furbi” di passarla liscia, contribuendo oltretutto a disturbare chi ce la stava mettendo tutta per “il "concorso della vita"”. Fra coloro che hanno passato la preselezione e hanno avuto accesso alla prima prova concorsuale c’'è anche chi ha copiato, fra gli esclusi c'’è purtroppo anche chi onestamente ha contato solo su se stesso.
Alla prima prova scritta, presso il polo Rizzi di Udine, la musica apparentemente cambia: controlli stretti e severità. Tutto sembra svolgersi nel rispetto delle regole. Chi supera questa prova va alla prova pratica e poi all’'orale come ultima tappa.
Seconda prova pratica e terza prova orale (corredata da mini prova di lingua straniera e di informatica): il singolo candidato estrae la domanda e argomenta davanti alla commissione.
Le prove terminano definitivamente a fine giugno 2016, viene determinata una graduatoria di 693 persone: i primi 173 sono dichiarati vincitori e i restanti idonei.
Passa l'’estate e con settembre vengono recapitate le prime raccomandate per l'’accettazione dell’'assunzione a tempo indeterminato ma, attenzione, l'ordine della graduatoria non viene rispettato!
Vengono contattati prima gli infemieri (qualsiasi sia la loro posizione in graduatoria, senza rispettare nemmeno la distinzione tra vincitori e idonei) che ancora non lavorano presso le varie Aziende (ospedaliere) e poi coloro che già vi lavorano (con un contratto a tempo determinato), e anche tra questi ultimi non viene rispettato l'ordine di graduatoria!
Per di più gli assunti provenienti dall'esterno delle Aziende vengono collocati nei reparti di loro preferenza, mentre quelli già presenti nelle Aziende con contratto a tempo determinato si vedono confermare il reparto di provenienza, senza possibilità di scelta.
Come mai una graduatoria di un concorso pubblico non viene rispettata?
Le Aziende informalmente motivano questa scelta illegittima con la carenza di personale infermieristico (questione arcinota da anni), per cui prima vanno riempiti i posti vacanti.
Questa scelta può essere legittimamente giustificata? Come mai le aziende sanitarie, l'’Egas (ente per la gestione accentrata dei servizi condivisi) e tutti coloro che sono stati chiamati in causa per dare una risposta concreta al problema, non hanno fornito una risposta ufficiale, chiara, precisa ma si sono limitati ad affermare dapprima di essere all'’oscuro di questa gestione delle assunzioni, per poi sostenere l’'illegalità di questo modo di procedere e infine concludere dicendo di non preoccuparsi e che a breve tutti gli infermieri vincitori sarebbero stati assunti?
Si sono attivati i sindacati di categoria e non, ma non c'è stata alcuna risposta formale da parte delle Aziende.
L’'unica conseguenza è stata l'accelerazione degli invii delle raccomandate ai candidati vincitori per l'’accettazione del nuovo contratto a tempo indeterminato: una sorta di contentino per zittire, con la promessa di assunzione entro pochi mesi, coloro che chiedono il rispetto di una graduatoria frutto di un concorso pubblico.
Un'accelerazione senza però alcun risvolto pratico: concretamente coloro che già lavorano nelle Aziende (pur essendo posizionati nei primi posti e tra i vincitori della graduatoria) inizieranno a lavorare con il nuovo contratto dopo coloro che entrano per la prima volta come dipendenti aziendali (e che spesso occupano in graduatoria posizioni più basse o addirittura sono tra gli idonei e non tra i vincitori). A questi ultimi per di più viene accolta qualsiasi preferenza di reparto di destinazione, al contrario dei primi che devono accettare il reparto in cui già prestano il proprio servizio.
Questo è quanto è stato ottenuto: inutili rassicurazioni informali e il prosieguo di una pratica scorretta, uno specchietto per le allodole che ancora una volta costringe il comparto sanità a mostrarsi non trasparente, non umano, che non rende giustizia al merito, che non valorizza l'’intelligenza del personale, che fa spallucce e che alla fine purtroppo danneggia l'’utenza.