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MENTRE LA PROCURA APRE UN'IDAGINE, IL CAPO DELLO STATO NOMINA IL DIRETTORE DELLA CASA DI RIPOSO DI PALUZZA CAVALIERE DEL LAVORO

PATTO PARISI-RENZI: RICCARDI E FEDRIGA NON CAPISCONO

Fra qualche mese anche Riccardo Riccardi e Massimiliano Fedriga avranno capito quello che è chiaro in tutta Italia, ovvero che alle prossime elezioni nazionali e regionali, Pd e Fi saranno alleati. Un'alleanza quella fra il socialista di sinistra Stefano Parisi, ora anima del centrodestra (vedi foto) e il democristiano Matteo Renzi, leader del centrosinistra, destinata a dar vita alla tanto attesa costituente di centro. Fori dai giochi vetero comunisti, rancorosi, estremisti di destra e i padani delle ruspe. Il big mach per la guida del Paese sarà fra Pd-Fi e M5S; tutto il resto sarà destinato ad essere catalogato fra i cespugli. Debora Serracchiani non potrà rappresentare anche i forzisti moderati di Parisi e per questo si trasferirà a Roma; immaginiamoci se Riccardo Riccardi o Massimiliano Fedriga potranno mai rappresentare i democratici renziani. Ci sarà bisogno di un politico a cavallo fra i due partiti come Sergio Bolzonello, democratico, anticomunista e liberale, oppure un volto espressione delle categorie economiche abituato a dialogare tanto con una parte che con l'altra. Ecco allora spuntare ipotesi come Giuseppe Morandini, Giovanni Da Pozzo o Sergio Bini. Fedriga potrebbe tornare a fare il capogruppo alla Camera della Lega Nord, Massimo Blasoni andrà alla Camera in virtù degli ottimi rapporti con i vertici azzurri, Sandra Savino potrà coronare il suo sogno di tornare in giunta regionale sostenendo il candidato vincente, mentre Riccardo Riccardi, perso anche il Comune di Codroipo si ritroverebbe a dover sperare in un rientro in Autovie Venete sebbe con un ruolo molto ridimensionato.