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CASE DI RIPOSO FVG: SONO MOLTI I DATI ALLARMANTI

Grazie ad alcuni sindacati dei pensionati siamo riusciti, in attesa dell'inchiesta televisiva che riguarderà lo stato attuale delle case di riposo del Friuli Venezia Giulia, ad avere uno spaccato generale sui temi più allarmanti. Sono molte decine di migliaia gli anziani che vorrebbero (o devono) entrare in una casa di riposo per passare gli ultimi anni, dopo una vita di lavoro. Ma, dietro alle belle foto a colori dei depliants, cosa c'è veramente in troppi casi? Secondo la sezione dei Carabinieri dei Nas "i casi più frequenti riscontrati nel corso delle ispezioni sono stati: maltrattamenti, mancanza di autorizzazioni, eccesso di spiti, alimenti in cattivo stato di conservazione, medicinali scaduti ed esercizio abusivo della professione medica". E' persino capitato di scoprire, all'interno di talune strutture, anziani deceduti per ragioni non chiare, piaghe vistosissime sui degenti, cinque vecchietti costretti a soggiornare contemporaneamente in una camera piccolissima concepita per due posti, ospiti sistemati sul divano per risparmiare posti letto e anziani legati agli scorrimani dei letti. A Trieste e a Udine, gli agenti hanno trovato alcuni anni fa vecchietti nei loro escrementi, ma nonostante un accurato verbale non è stato preso alcun provvedimento da parte dell'azienda sanitaria competente. Unico effetto, le infermiere licenziate. Succede che rendono troppo bene; gli anziani sono prede - rivela un noto penalista che chiede l'anonimato - attorno alle queli possono svolgersi infernali balletti di connivenze. Medici che compiono visite compiacenti, faccendieri che si fanno "deviare" le pensioni, talvolta notai che ricevono strani testamenti; non interessano nessuno, la mostruosità di un sistema che oltre a schiantare l'individuo, manda in tilt la struttura del welfare e le casse dello Stato. In fondo allo scandalo resta un quesito ancora più drammatico. Perchè ci sono voluti i carabinieri per scoperchiare il pentolone? Dove erano e dove sono i familiari e gli enti preposti alla sorveglianza? Possibile che non abbiano mai visto nulla e nemmeno raccolto qualche confidenza? Gli enti locali interessati dovrebbero essere chiamati a rispondere dei mancati controlli e sollecitati a costituire i "comitati di vigilanza" sulle case di riposo, peraltro già previsti da talune leggi nazionali. Sarebbe anche opportuna una classificazione "nazionale" o almeno "regionale" delle case di riposo che definisca gli standard dei servizi offerti e le conseguenti tariffe. E' per questo, sulle basi di questa tante testimonianze raccolte, che Il Perbenista ritiene doveroso attivarsi per una seria inchiesta sul funzionamento di molte case di riposo che, troppo spesso tali non sono. A costo di farci accompagnare da familiari, organi di polizia, sindacati o amministratori locali entreremo, previa autorizzazione, in un significativo campione di case di riposo, private e pubbliche, e documenteremo il reale stato delle cose. Laddove troveremo delle eccellenze saremo i primi a rallegrarcene. A settembre, speciale Inchieste il Perbenista; naturalmente il mercoledì sera alle 21 su Udinese Tv (ch110).