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INDAGATI MASSIMO BRAGANTI E JOSEPH POLIMENI

CASE DI RIPOSO:TELECAMERE VIETATE ALLA QUIETE DI UDINE

In questi giorni stiamo lavorando ad un'inchiesta che andrà in onda a settembre su Udinese Tv nella prossima serie de "Le inchieste del Perbenista"ed abbiamo inviato una mail alle principali strutture adibite a case di risposo per anziani autosufficienti e non. Ci siamo rivolti, sia alle Asp, ossia alle strutture pubbliche, di maggiori dimensioni, che alle case di riposo private, fra cui spiccano per notorietà la Sereni Orizzonti di Massimo Blasoni e la Zaffiro di De Sabata, Bardelli e Ritossa. Immediata la replica di tutte le strutture da quella di Gorizia a quella di Pordenone, da quella di Pradamano a quella di Palmanova e di entrambi i gruppi privati. Cercheremo di capire e di comunicare al pubblico, quali sono le esigenze degli anziani e dei loro famigliari, quali sono le offerte ed i costi delle varie strutture e in che modo Regione Fvg e pubbliche amministrazioni "contribuiscono" ai bisogni dei propri concittadini.  Che differenza vi è fra una struttura privata ed una pubblica e perchè la corsa all'accreditamento dei posti letto ha segnato un mercato molto interessante per chi legittimamente ha scelto questo tipo di business. Che personale opera in queste strutture e quali sono le strutture per anziani autosufficienti e quali per anziani non autosufficienti. Nel merito intervisteremo anche manager privati della sanità, l'assessore regionale alla salute Maria Sandra Telesca, Federsanità Fvg, sindacati e il corpo dei Nas che da tempo operano controlli di prevenzione di vario genere a tutela degli anziani. Per questo in questi giorni stiamo prendendo appuntamento con ciascuno per il ruolo di sua competenza per poter effettuare delle interviste con teleoperatore nella varie strutture e nei luoghi ove hanno sede gli uffici direzionali di chi controlla e concede contributi pubblici. Tuttavia, contrariamente alle altre strutture, la Asp La Quiete di Udine non ha ancora risposto alle nostre mail e sia il presidente Stefano Gasparin che il direttore generale Salvatore Guarneri (vedi foto) non hano voluto neppure rispondere alle nostre telefonate e ai nostri sms. Essendo La Quiete una struttura privata ma di proprietà per la maggioranza dell'amministrazione comunale di Udine, pertanto avendo un cda di nomina quasi interamente pubblico, ci siamo rivolti anche al capo gabinetto della Presidenza della Giunta Regionale Agostino Maio, già vice sindaco di Udine per cercare di entrare con le nostre telecamere presso gli uffici direzionali della casa di risposo ma ancora non vi è stato nulla da fare. L'informazione non può fermarsi a causa di un cancello chiuso e ancora meno a causa dell'assenza di un presidente e un direttore generale profumatamente pagato. Sia chiaro, onde evitare facili scuse, che abbiamo chiarito fin dall'inizio che non sarà ripreso nessun ospite o degente delle strutture. Ad oggi il direttore generale de La Quiete Salvatore Guarneri, rinnovato nel suo incarico di recente, risulta ancora indagato e rinviato a giudizio per truffa e abuso di ufficio.