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DIRIGENTE REGIONALE METTE IN DUBBIO LE PROCEDURE INTERNE

Come abbiamo recentemente pubblicato sul nostro blog, abbiamo focalizzato l'attenzione su una lettera dell'11 ottobre 2011 con allegato il verbale di una riunione svoltasi il 7 ottobre dello stesso anno, protocollata però, il 28 settembre 2011, il cui contenuto si rifà al rendiconto di un progetto finanziato con fondi europei nell'ambito del Programma per la Cooperazione Transfrontraliera Italia/Slovenia 2007/2013. Il dirigente della Regione FVG, dell'area per il Coordinamento e la Programmazione delle Politiche Economiche, Patrimoniali e Comunitarie Alessandro Zacchigna, minimizza incredibilmente; anzi apre lo spiraglio a dubbi ben più inquietanti. Egli infatti banalizza il tutto come un mero errore informatico dovuto al sistema di gestione del protocollo che, rilevando il medesimo oggetto nelle due missive, ha richiamato il protocollo precedentemente assegnato. Secondo il consigliere regionale Stefano Pustetto (Sel) ci si trova, al contrario, difronte ad un falso redatto da un pubblico ufficiale, ad un reato commesso, quindi, contro la Pubblica Amministrazione. La protocollazione non è solo la registrazione di un foglio con il numero progressivo, ma è l'inizio di un procedimento amministrativo. Il numero di protocollo è unico ed obbligatorio e viene fornito automaticamente dal software di programmazione che opera in maniera progressiva. Quanto affermato dalla Direzione regionale appare essere particolarmente grave in quanto conferma che, a distanza di ben quindici giorni, ad un nuovo documento in entrata e stato assegnato lo stesso numero di protocollo attribuito ad altro documento registrato due settimane prima. Se non bastasse, dalla lettura delle due etichette, si evince che i due documenti sono stati processati da due protocolli diversi e nonostante questo è stato attribuito loro lo stesso numero. A questo punto, secondo il consigliere regionale che interroga la Regione Fvg su quanto segnalato dal Perbenista, è da ritenere che il sistema di protocollazione delle Direzione Regionale abbia potuto essere inaffidabile anche per i bandi di gara, le offerte, la presentazione dei progetti comunitari, le rendicontazioni (altro errore successo in passato), le selezioni pubbliche, etc.. Chi ci garantisce che non venisse richiamato un protocollo di data antecedente e con lo stesso oggetto ad esempio in un bando di gara in cui conta l'ordine di arrivo della buste? Considerato l'attuale livello di informatizzazione dell'amministrazione, che prevede una password e un sistema autorizzativo personalizzato per gli operatori risalire ai responsabili è solo una questione di volontà politica. E i vertci di Insiel, cosa dicono? E il responsabile anticorruzione? Una ferita questa che non può essere lasciata aperta.