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LA CASTA DEL PD HA FATTO PERDERE SERRACCHIANI E ROSATO

Una schiaffo a cinque dita; questa è la sberla che gli elettori hanno dato a Trieste e Pordenone ai candidati del Pd, fortemente ridimensionati nonostante provenienti da un amministrazione uscente e con il pieno sostegno del governo regionale e nazionale. Ma la colpa non può e non deve essere data interamente alla governatrice Debora Serracchiani e al suo vice Sergio Bolzonello. La loro colpa, semmai è stata un'altra: quella di aver premiato e protetto un'intera classe dirigente del Pd totalmente incapace di raccogliere consenso. Segreterie politiche, ruoli apicali in Regione pieni di portaborse che per anni hanno sempre e solo vissuto di politica. Personaggi alla guida di enti, di uffici, di cda incapaci di raccogliere consensi grazie alle loro azioni di governo. Professionisti pieni di incarichi ottenuti per meriti squisitamente politici; consiglieri regionali finiti sotto la lente della Corte dei Conti; elargitori di grandi cifre di denaro ad associazioni e cooperative vicine. Ingiusto anche gettare croci su Roberto Cosolini o Daniela Giust quando al loro fianco ben pochi hanno avuto l'onestà morale di spendersi realmente. Ciascuno dei big ha pensato solamente a tutelare i propri interessi finendo persino con il mandare sms nella tarda serata di ieri per festeggiare la sconfitta di Serracchiani, Bolzonello e Rosato. Il centrodestra, quello non omolagato ai leader regionali, ringrazi l'albergo diffuso, la Quiete, l'associazione Ermes di Colloredo, la nomina del liquidatore di Aussa Corno, Villa Russiz, il presidente di Insiel e tanti altri "emblemi" del governo Serracchiani se oggi è seduto sul podio più alto della prima tornata delle amministrative Fvg.