il Perbenista
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NELLE MANI DI RIK IL REGISTA E GIANNA LA TAMPONARA

FVG: UNA CLASSE POLITICA CHE SI CREDE TROPPO FURBA

Dopo la storica sentenza della Corte di Cassazione che "liberò" il Perbenista e tutti gli altri blog dall'oscurantismo di certa politica, la scorsa settimana ci ha pensato il Tribunale di Udine a ribadire in primo grado e in appello che la libertà di informazione è sacra ed inviolabile, così come prescritto dalla Costituzione italiana (vedi foto). Oggi, scorrendo Facebook, risalta un post scritto dall'ex capogruppo del Pd Gianfranco Moretton che, come di consueto, attacca duramente la Governatrice Serracchiani per il suo comportamento giustizialista nel 2013 allorchè non volle ricandidare politici indagati. Verrebbe da pensare allora che fra i politici ci siano quelli giustizialisti e quelli garantisti e che Moretton faccia parte della seconda categoria. Infatti, sono ancor oggi vicini a lui alcuni consiglieri ed ex consiglieri regionali del Pd, che mai hanno digerito il pugno duro della Serracchiani. Peccato però che taluni di loro siano "garantisti" nella gestione della politica e "giustizialisti" nel diritto e nella libertà di informazione. Va bene, in poche parole, spendere disinvoltamente i soldi dei contribuenti laddove la legge esplicitamente non lo vieti, ma guai a sollevare perplessità che possano infastidire i grandi manovratori. In questo caso la parola d'ordine è eliminare il problema alla radice. Se si tratta di un giornalista lo si fa isolare, se si tratta di un blogger lo si fa oscurare. Stessa disinvoltura e stessa libertà di azione giustamente è concessa a taluni legali che in virtù della loro professione possono essere ora garanti dei fondi elettorali di un politico di destra ed ora essere difensori delle spese di un politico di sinistra. Ciò che conta, per politici, avvocati e commercialisti dei cerchi magici, è il detto "can non magna can". Tanto è più che evidente che dalle spese pazze agli alberghi diffusi, destra e sinistra ci son tutti passati. Non si chieda però ai cittadini, siano essi giornalisti, blogger, falegnami, casalinghe, ingegneri, disoccupati, uomini delle istituzioni o altro, di non indignarsi. Non si pretenda il silenzio, non si lamentino dei fischi, non si stupiscano dell'anti politica. Infine, mi si permetta, una piccola richiesta alla parte "garantista" della classe politica: la solidarietà esprimetemela prima delle sentenze, non dopo; risultereste più credibili.