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AUSSA CORNO: ERA TUTTO PRONTO PER LA CORDATA PERFETTA

Era la fine del 2012, Tullio Bratta presidente del Consorzio Aussa Corno, quando insistenti voci davano per probabile una cordata di imprenditori friulani, capitanati da un noto commercialista, pronti ad investire sull'Interporto di Cervignano acquistando le quote di Friulia. Nello stesso tempo, il consiglio regionale aveva da poco approvato l'emendamento che prevedeva la concessione all'Interporto di risorse per l'acquisizione di quote azionarie al fine si sanare la difficile situazione finanziaria del Consorzio Aussa Corno. L'idea era quella di acquistare le quote possedute dalla Cassa di Risparmio di Udine e Pordenone a valore nominale per poi procedere ad una consistente ricapitalizzazione. In questo modo le quote di azionariato dell'Interporto sarebbero cresciute fino a diventare azionista di maggioranza del Consorzio, non potendo nessun ente pubblico permettersi di intervenire nella ricapitalizzazione. Di conseguenza la cordata di imprenditori a capo dell'Interporto avrebbe fatto una mega affare trovandosi automaticamente azionista di riferimento anche del ben più consistente patrimonio del consorzio Aussa Corno.