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NESSUN "SALVATORE" PER LA GRIGIA DANIELA

Antonella Grim, triestina, è il segretario regionale del Pd; Salvatore Spitaleri, udinese, è il presidente regionale del Pd. In qualche modo saranno queste due figure, gerarchicamente le più alte del partito a segnare la sconfitta che si appresta a prendere il Pd alle prossime amministrative. La prima, è un assessore della giunta Cosolini, amante dei cartoni animati. Il secondo, bersaniano, è vicinissimo al Presidente del Consiglio regionale, Franco Iacop. Capo gabinetto di Franco Iacop è l'ex consigliere regionale socialista Giorgio Baiutti. Sempre dello stesso filone centrista di Iacop e Baiutti sono anche Daniele Gerolin, rinviato a giudizio per le spese pazze del consiglio regionale e Enzo Marsilio, balzato all'onore delle cronache per le presunte incompatibilità collegate ad un suo lungo periodo di presidenza della cooperativa che gestisce l'albergo diffuso di Sutrio. Marco Salvador, coordinatore della lista Il Fiume, ospite del programma Specchio delle mie Brame ha detto che non avrebbe gradito sul suo palco Debora Serracchiani, preferendo a lei Sergio Ceccotti. E così stamane, alla presentazione della grigia candidatura di Daniela Giust (vedi foto) la sensazione era quella di una festa già finita. Tutti assenti. Non c'era la Governatrice Debora Serracchiani, che giustamente ha snobbato chi si ritiene fedele solo a Sergio Bolzonello, non c'era il senatore Sonego, offeso perchè non invitato, non c'era Bolzonello perchè impegnato altrove, non c'erano Orazio Cantiello, Paolo Panontin e Bruno Malattia. Non c'era il sindaco Claudio Pedrotti, sfiduciato proprio dal Pd guidato dalla Giust e non c'era il vice sindaco Mazzer che ha annunciato che non si ricandiderà. C'era solo Franco Iacop, il leader di Giorgio Baiutti, Salvatore Spitaleri, Enzo Marsilio, Daniele Gerolin ed Enio Agnola. Poca cosa per un Pd nato in nome della rottamazione e del rinnovamento. Ma quante cose i democratici del Friuli Venezia Giulia ancora non sanno dei loro dirigenti e quante amare sorprese turberanno i sogni dei tanti tesserati che hanno sempre fatto politica per passione e mai per interesse?