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CIVIDALE: IL DENARO E' PIU' POTABILE DELL'ACQUA

Vi produciamo in questo post (vedi immagine e cliccaci sopra per ingrandire ulteriormente) il parere tecnico in materia edilizia ed igienico sanitaria rilasciato, in data 11/3/2015, dall'architetto Oscar Rizzatti all'avvocato Antonio Ribolsi, legale della Due Emme Asfalti srl: "Per quanto esposto, si ritiene che la mancata acquisizione dei suddetti certificati di qualità di tubazioni impiegate come linee di adduzione idrica ad uso potabile per utenze civili e produttive, in sede di dichiarazione di conformità o di collaudo nei termini indicati, non consenta di rilasciare il permesso di agibilità/abitabilità dei locali per carenza del requisito di salubrità degli ambienti". Tuttavia appare evidente che con la concessione dell'agibilità degli edifici realizzati dalla Steda srl tutta la pubblica comunità di Cividale ha potuto utilizzare l'area dei servizi urbanizzati. Resta dunque priva di tutela la pubblica salute relativamente al servizio di fornitura dell'acqua potabile. Infatti - come afferma l'avvocato Ribolsi - in assenza della documentazione che attesti la rispondenza dei materiali impiegati nella costruzione dell'acquedotto alla norma UNI EN %$%, e quindi al DM 174/04, nessuno è in grado di garantire la salubrità delle acque fornite agli edifici realizzati. Di conseguenza si potrebbe ritenere sussistente l'evetuale pericolo che la fornitura idrica facente capo all'acquedotto Poiana, non abbia le caratteristiche imposte dal D.Lgs.31/2201. Solo la presenza della dichiarazione di installazione "a regola d'arte", corredata dai certificati di qualità dei materiali impiegati nell'acquedotto costruito dalla Due Emme Asfalti per conto della Steda Spa, sarebbe in grado di garantire il rispetto dei parametri di legge posti a tutela della salute pubblica.