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    CASO AGIBILITA' NUOVA BANCA DI CIVIDALE E DESPAR

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    La convenzione pubblica stipulata tra il Comune di Cividale e la Tabogan srl (immobiliare della Banca Popolare di Cividale scpa) prevedeva un programma di costruzioni edili in base alla tipologia ammessa dal PRGC vigente. A fronte di ciò, il soggetto attuatore del detto piano di edificazione di impegnava a cedere gratuitamente al Comune di Cividale l'intera area su cui dovevano essere realizzate le opere di urbanizzazione primarie avvalendosi del diritto previsto dall'art. 16 del DPR 380/2001 di non pagare gli oneri per il rilascio della concessione edilizia di costruire. Tali oneri concessori venivano calcolati nella misura di 1.509.407/29 euro, in rapporto al costo delle opere da realizzare pari ad euro 1.901.355/78 euro. Le citate opere di urbanizzazione primaria (vedi foto), in base a quanto previsto dalla convenzione di attuazione, dovevano essere preliminarmente assoggetate a collaudo, per mezzo del quale doveva verificarsi l'inesistenza di "cause o fattori di insalubrità, sia nei confronti degli utilizzatori di esse, sia dell'ambiente". Definito il quadro contrattuale e quello amministrativo alla Tabogan srl subentrava la società Steda Spa (atto di compravendita del 25/10/2010) che diviene così l'effettivo ed ultimo soggetto attuatore del piano sopra menzionato. Avviato il programma edificatorio la Steda Spa affidava i lavori de realizzazione delle opere di urbanizzazione primaria alla ditta Due Emme Asfalti srl in data 12/7/2011. Detta società così provvedeva a quantoconvenuto, tra cui in particolare la realizzazione dell'impianto di acquedotto necessario alla fornitura idrica del complesso realizzato dalla Steda Spa. Tuttavia, a causa del mancato pagamento dei corrispettivi maturati, la Due Emme Asfalti, in data 17/10/2013, risolveva il contratto in essere con la Steda Spa, inviando una raccomandata non solo a quest'ultima ma anche all'amministrazione comunale di Cividale, al collaudatore comunale ing. Giuseppe Suraci ed all'acquedotto Poiana. Fra le varie cose in detto documento la Due Emme Asfalti precisava che essa era l'unico soggetto in grado di fornire le certificazioni UNI EN 545 concernenti la qualità e la provenienza dei materiali impiegati per la realizzazione dell'impianto acquedottistico relativo al piano di attuazione sopra citato. Concludeva, rilevando con adeguati supporti giuridici, che l'assenza della detta documentazione inibiva il collaudo dell'impianto di acquedotto e, di conseguenza, il rilascio dell'agibilità dell'intero complesso edile in corso di ultimazione,oltre alla cessione gratuita dell'area al Comune di Cividale. Inviatava pertanto il Comune di Cividale, ad escutere le garanzie finanziarie convenute nel piano di attuazione sottoscritto con STeda, al fine di sanare la situazione creatasi. Preso atto di ciò, l'ing. Giuseppe Suraci, quale tecnico collaudatore incaricato dal Comune di Cividale, procedeva al collaudo delle opere di urbanizzazione primaria realizzate dalla Steda, fatta eccezione dell'impianto di acquedotto, data l'assenza delle certificazioni UNI EN 545 relative al materiale impiegato. Ed è proprio il collaudatore del Comune di Cividale in una sua relazione a evidenziare la mancanza dei certificati di conformità dei tubi della rete idrica. Pertanto tale manufatto risultava provvisoriamente escluso dal collaudo. Il certificato di collaudo redatto dall'ing. Suraci in data 13/11/2013 veniva successivamente approvato dal Comune di Cividale con determina del 20/11/2013 a firma del responsabile dell'unità operativa geom. Paolo Cutrig. A questo punto era ufficialmente in atto, secondo il legale della Due Emme Asfalti srl, la condizione presagita proprio dalla Due Emme Asfalti nella propria nota del 17/10/2013 dove si evidenziava l'impossibilità del collaudato delle opere idriche in ragione dell'assenza dei certificati di qualità dei materiali impiegati. Ciò nonostante, il Comune di Cividale - sempre a firma del geom. Cutrig - rilasciava in data 26/11/2013 il certificato di agibilità degli immobili che erano stati acquistati medio tempore dalla società Aspiag Service srl (supermercati Despar) e dalla Banca popolare di Cividale (assenza del collaudo relativo ad un servizio essenziale e strettamente funzionale all'agibilità degli edifici). Durante un consiglio comunale, tenutosi in data 20/7/2015 il sindaco Stefano Balloch, a seguito di una specifica interpellanza formulata da alcuni esponenti dell'opposizione (cons. comunale Bernardi) sulle questioni qui in oggetto sosteneva che l'agibilità era stata concessa sia per il complesso commerciale dell'Aspiag srl, sia per la sede della Banca Popolare di Cividale, in presenza di un collaudo che, sebbene parziale, riguardava i cc.dd. servizi essenziali. Di conseguenza sussistevano - a suo dire - le condizioni legali per la concessione dell'agibilità che sia il collaudatore Suraci, che successivamente un perito di parte, l'architetto Oscar Rizzatti, dichiarano mancare.

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  • Agibilità capannoni cosint? Uno in particolare costruito in parte sul demanio? Da voci di corridoio, non sarà pronto come da previsione, neppure quello costruito appositamente per una grossa azienda locale. Deborah, vai e imponi la tua forza pure in quell'ente. Metti il pensionato statale commissario e avanti con claud ecc. Commento inviato il 03-02-2016 alle 14:38 da tommy

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