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    PROVINCIA UDINE: DIRIGENTI VIOLANO NORME SUI MINORI

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    Scoppia il caso privacy e minori in Provincia di Udine! Il dirigente giuridico istituzionale di Palazzo Belgrado, avv. Valter Colussa, pubblica in rete una determinazione dirigenziale (vedi Pdf allegato) con gli estremi di un minorenne. Bastano poche ore per creare l'indignazione dei vari colleghi e non solo. Valter Colussa, inoltre, ricopre anche il ruolo di vice segretario generale della Provincia e da responsabile affari legali cade proprio su una delle normative più severe in cui la Cassazione si è espressa varie volte. Nel documento che noi vi pubblichiamo, per non ricadere nello stesso reato compiuto dal dirigente, ovvero di violazione di privacy e pubblicazione dati di minore, abbiamo sbianchettato il nominativo del figlio della dipendente provinciale. La pubblicazione di atti con i nomi dei minori comporta violazione delle linee guida in materia di dati sensibili (19.04.2007) e del regolamento provinciale; può essere proposta azione civile da parte dei familiari e l'azione disciplinare interna. Ma evidentemente ai dirigenti della Provincia la tutela della privacy dei minori poco importa dato che visitando il blog di un altro dirigente di Palazzo Belgrado, Daniele Damele, si trova una fotografia assieme a Valter Colussa ed altri sponenti politici con una bambina di pochi anni in primo piano (vedi foto). Anche questa volta noi abbiamo preferito oscurare il volto della minore, attenzione che i dirigenti provinciali non hanno avuto neppure in quell'occasione. Cosa fare la responsabile regionale dei diritti della persona e della tutela dei minori Gabriella Di Blas?

  • Commenti

  • L'altra sera alla trasmissiome "le jene" hanno intervistato dei ragazzini di non più di 8 anni chiedendo loro cosa ne pensessero dell'amore fra uomini o fra donne e le loro risposte erano palesemente etero dirette e imparate a memoria con terminologie "adulte". E' chiaro che in questo caso la privacy dei minori non interessa ai faziosi di turno e tutti si guardano bene dal proferire una parole, non si sa mai come se la possono prendere le potenti lobby dei f... Commento inviato il 26-01-2016 alle 06:43 da Anonimo
  • Io userei il buon senso (non so se la legge ce l'ha). Il divieto dovrebbe valere nel caso in cui ci sia un pregiudizio per il minore. Sapere che il figlio della dipendente provinciale frequenta la Scuola Primaria, non mi pare sia pregiudizievole, come non lo è il fatto che il figlio di qualcuno è in foto. A meno che si tratti di padre delinquente, di sottrazione di minore o di altro reato. le riprese tv sono piene di bambini che vengono interrogati su questioni di attualità. Commento inviato il 26-01-2016 alle 02:19 da topo di biblioteca

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