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FI: A GIUDIZIO PER 34MILA EURO DI MAGNATE E PREMIATO

Ex consigliere regionale del Pdl durante la scorsa legislatura, Piero Tononi (vedi foto) attualmente affianca il coordinatore regionale di Forza Italia, on. Sandra Savino, nell'ufficio di presidenza del partito. Nei giorni scorsi ha ricevuto dalla Procura della Corte dei Conti una richiesta di condanna per danno erariale in merito alle spese pazze dei gruppi dal 2010 al 2012. Nonostante le giustificazioni inviate da Tononi, il procuratore capo Tiziana Spedicato ha chiesto per il braccio destro dell'on. Sandra Savino il rivio a giudizio. Gli si contestano "uscite allegre" per 34mila euro. "Tali spese - si legge nella citazione - risultano rendicontate attraverso documentazione commerciale anonima: scontrini, ricevute, fatture indicative di consumazioni presso bar, ristoranti, pizzerie, supermercati alimentari, enoteche, pasticcerie, gelaterie, esercizi commerciali per la casa, di fiori, articoli sportivi, macellerie e pagamenti in favore dell'associazione Dream". Ebbene, senza entrare nel merito squisitamente politico per cui la Savino ha voluto farsi affiancare in un ufficio politico da Piero Tononi, stupisce la scelta dell'attuale capogruppo in consiglio regionale di Forza Italia, Riccardo Riccardi, che appena nominato ha voluto Piero Tononi, in piena inchiesta, quale capo segreteria del gruppo regionale. Va ricordato che Piero Tononi non venne ricandidato da Renzo Tondo proprio perchè coinvolto nell'inchiesta delle spese pazze. Oggi, dunque, Tononi si trova a dover rendicontare e gestire quale dipendente pubblico, seppur la firma legale spetti al capogruppo, il denaro delle stesse casse per cui è stato rinviato a giudizio dalla Corte dei Conti e dalla Procura. In questo caso da parte nostra, non si tratta di giustizialismo e neppure di accanimento verso chi ha diritto a vedere tutelato il proprio posto di lavoro; in questo caso si tratta di un incarico prettamente politico e a termine dove si pretende sia da parte del capogruppo che sceglie il suo collaboratore che da parte del suo collaboratore un comportamento etico ineccepibile, giacchè pagato con il denaro dei contribuenti.