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LA FUCINA: UN CATTIVO ESEMPIO DA NON SEGUIRE

E' nata lo scorso ottobre su una banalissima idea dell'ex senatore Giulio Camber e si chiama Fucina. In realtà è un banalissimo tavolo di tre sole persone (vedi foto) che vedono la vita da un punto di vista nettamete privilegiato. Troppi sono, seppur nel piccolo gruppo dirigente del centrodestra regionale, i fortunati che vivono di politica e pensano che il mondo ruoti attorno a loro. Pessimo esempio, per i giovani che andranno alle urne la prossima primavera, è il partito di Silvio Berlusconi, nato e cresciuto come movimento delle partite iva. Sandra Savino, diploma in istituto tecnico, si è trovata nominata prima assessore regionale alle finanze da Renzo Tondo e successivamente deputa e membro della commissione finanze. Sergio Dressi, della stessa corrente forzista di Piero Tononi, classe 1948, ha preteso di essere candidato alle prossime amministrative come capolista di Forza Italia, godendo già di un mega vitalizio di 5.300,00 euro lordi mensili. Piero Tononi, non potrà candidarsi in quanto ancora sotto inchiesta per le spese pazze, alla pari di Piero Camber e Maurizio Bucci. Leggendo il suo curriculum non si trova un solo giorno di lavoro al di fuori dal contesto della politica. Ad oggi l'unico nome che resta "vincente" è quello di Roberto Dipiazza che ha già annunciato alla trimurti che comunque sia la sua corsa la farà. Secondo indiscrezioni, tuttavia, resterebbero duri veti su Franco Bandelli e Paolo Rovis, considerati troppo alternativi al duo Camber - Savino. Secondo Dipiazza un sindaco in buoni rapporti con il ministro degli interni è un valore aggiunto per la città alabardata; di parere opposto i tre rappresentanti della Fucina, intenzionati a mandare a casa il governo Renzi e i ministri che lo sostengono.