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IL VICE PRESIDENTE DE LA QUIETE SMASCHERA IL DIRETTORE GENERALE GUARNERI

LO STATO AIUTA MEDIOCREDITO FVG CHE AIUTA VILLA RUSSIZ

Mediocredito Fvg, in quanto emittente strumenti finanziari quotati in mercati regolamentati, rientra la le società per le quali si prevedono deroghe rispetto all'applicazione delle disposizioni in materia di contenimento della spesa pubblica. Non avendo il vincolo diretto delle partecipate pubbliche dopo l'importante aumento di capitale per risanare le proprie casse ha mantenuto ugualmente importanti stipendi ai vari dirigenti; il direttore generale Narciso Gaspardo (vedi foto con la Compagno) porta a casa l'importante cifra di 180mila euro annui. Come riporta Il Fatto Quotidiano, nel bailamme di quella che un tempo si chiamava Finanziaria e oggi legge di Stabilità, ieri è stato approvato un emendamento firmato da quattro deputati del Pd tutti eletti in Friuli Venezia Giulia: Paolo Coppola, Giorgio Brandolin, Giorgio Zanin e Tamara Blazina. Il testo interviene su un decreto del governo Berlusconi del 2010: quel provvedimento, tra l'altro, impediva alle amministrazioni pubbliche di ricapitalizzare, dare soldi a qualunque titolo e persino offrire garanzie alle società partecipate che fossero in perdita da tre esercizi. I quattro parlamentari del Pd friulano intervengono per fare una piccola aggiunta: niente soldi alle partecipate in rosso da un triennio "con esclusione delle società quotate e degli istituti bancari". Si immagina che Coppola, Zanin, Blazina e Brandolin rispondano ad esigenze della loro Regione. Già nel 2014 la Giunta Regionale Serracchiani ha ricapitalizzato con oltre 86 milioni di euro la Banca Mediocredito del Friuli Venezia Giulia Spa, che dal 2012 è vistosamente in rosso. C'è un altro dato che alla luce di questi continui "salvagenti" risulta essere poco chiaro. Come possa il potente Gaspardo, nonostante il parere negativo dei suoi delegati al credito, intervenire a salvare terzi soggetti con finanziamenti senza garanzie. E' recente il caso dell'aiuto alle casse di Villa Russiz, concesso "per un ordine superiore", che tuttora rimane una ferita aperta fra i piani alti dell'Istituto Bancario.