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FORZA ITALIA: LA MAIL DELLA SAVINO E IL CASO TONONI

Mancano pochi mesi alle prossime amministrative a Trieste e meno di 24 ore all'adunata azzurra convocata da Giulio Camber a Monrupino quando scoppia il giallo della mail. La maggior parte degli iscritti a Forza Italia ha ricevuto un sms oppure una mail di invito firmata dalla coordinatrice regionale, on. Sandra Savino, ma a nome e per conto di Giulio Camber. La cosa non è piaciuta per nulla a molti dirigenti del partito che hanno trovato imbarazzante che la coordinatrice regionale si comportasse di fatto come "segretaria" di Camber. Non solo. A Trieste erano stati eletti consiglieri comunali tre ex consiglieri regionali del Pdl, Maurizio Bucci, Piero Camber e Piero Tononi, tutti rinviati a giudizio per le note spese pazze regionali. La prossima udienza è stata fissata per aprile 2016 alla vigilia delle amministrative triestine. Bucci per non mettere in imbarazzo il partito e per potersi sentire più libero ha preferito rassegnare le dimissioni dal Comune. Al contrario, Piero Tononi, che rappresenta, assieme a Sergio Dressi, la corrente di Maurizio Gasparri nel capoluogo giuliano, è capo segreteria del gruppo regionale di Forza Italia oltre che stretto collaboratore della Savino nel coordinamento del partito. La vicenda giudiziaria che ha coinvolto Tononi è stata a suo tempo sollevata anche da Mirco Mastrorosa (vedi foto con Berlusconi) guru della campagna elettorale di Luca Zaia e amico/collaboratore dell'eurodeputata Elisabetta Gardini. Oggi Mastrorosa si ritrova costretto a difendersi per aver ricordato all'ex consigliere regionale Tononi una condanna della Corte dei Conti dopo una serie di provocazioni reciproche su Twitter. "Ho solo esercitato - spiega Mirco Mastrorosa - il mio diritto di critica e mi aspettavo delle risposte. Il risultato? Tononi non è stato più ricandidato in consiglio regionale ma è stato assunto come capo segreteria del gruppo in consiglio regionale di Forza Italia e promosso nell'ufficio di Presidenza regionale. Si tratta di capire se sia stato etico assumere in quel contesto una persona che non è staat candidata per le stesse ragioni etiche". Secondo il difensore di Mastrorosa, l'avvocato Massimo Borgobello, "il comportamento di Mastrorosa non è penalmente rilevante e forse portare la vicenda all'attenzione della Procura è stato eccessivo visto il contenuto dei tweet e del contesto in cui si inseriscono".