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INDAGATI MASSIMO BRAGANTI E JOSEPH POLIMENI

ABBATE: AFFIDAMENTI IN EMERGENZA DAL SAPORE MAFIOSO

In visita al Messaggero Veneto dal suo amico e collega Tommaso Cerno, il giornalista de L'Espresso, Lirio Abbate (in foto con Cerno, Ragogna e Il Perbenista) è stato intervistato rapidamente da Domenico Pecile. Poche battute quelle di Abbate ma sufficienti a fare gelare il sangue. Ha parlato di presenze mafiose sul territorio friulano che meritano di essere ampiamente monitorizzate. "Arrivano dalla Campania e dalla Calabria e si infiltrano rapidamente nell'economia locale - ha raccontato Abbate. - Occorre fare attenzione a chi rileva grossi gruppi industriali in difficoltà e chi investe ingenti capitali. Questa mafia non uccide ma fa politica e finanza. Può essere molto più semplice e conveniente corrompere la Pubblica Amministrazione che esportare droga. Una particolare attenzione a tal proposito va prestata agli affidamenti in emergenza sempre alle stesse aziende e alle varie gare deserte. Oggi chi muove le redini della mafia non parla necessariamente dialetto siciliano. Fortemente radicata in Friuli Venezia Giulia è anche la mafia balcanica, presente con vari investimenti e con la compiacenza di chi riceve soldi. Questa regione è un territorio di passaggio che fa gola a molti. Per adesso fra mafia balcanica e mafia "locale" regge un patto di collaborazione, senza morti per strada".