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LA QUIETE: EUTANASIA DELL'ETICA

Promoservice, il caso Englaro, la Fondazione Morpurgo Hofmann. Da anni, a dispetto del suo nome, la Asp La Quiete di Udine è sulle prime pagine della cronaca dei quotidiani locali. Recentemente, dopo il pensionamento, per sopraggiunti limiti di età dello storico presidente della Casa di Riposo, Gabriele Renzulli, è stato nominato il nuovo cda nel mezzo di un'inchiesta che vedeva coinvolte figure di primo piano dell'ente per truffa ai danni dell'Inps. L'attuale presidente è il dipendente regionale, Stefano Gasparin (vedi foto), già a lungo vice presidente, dirigente locale del Pd, che riceve un compenso lordo di 32.793,00. Nel suo cda siede anche, indicato dalla Fondazione Crup, il farmacista Damiano Degrassi, 84 anni, che in barba alla Legge Madia supera di oltre un decennio il limite di età consentito. Lo stesso cda della Quiete ha riconfermato Salvatore Guarneri (vedi foto) direttore generale per i prossimi cinque anni sebbene tuttora rinviato a giudizio per abuso di ufficio e truffa ai danni dell'Inps proprio in qualità di dirigente della Quiete. Ma è da alcuni membri del precedente cda che vengono sollevate altre critiche nei confronti di Guarneri, come il fatto che ricopra contemporaneamente il ruolo di direttore sanitario e direttore generale. Non sta in piedi infatti il presunto risparmio del "pago uno e compro due". Tutte le aziende sanitarie hanno ben distinti i due ruoli dato che l'uno svolge anche un ruolo di controllo verso l'altro; non solo. La presenza garantita di Guarneri negli uffici della Quiete è sporadica sebbene percepisca un ottimo stipendio. Lo stesso Guarneri infatti svolge ruoli dirigenziali e di amministrazione contemporaneamente al Sanatorio Triestino e in Eutonia Srl oltre che essere entrato recentemente nella compagine della Cooperativa Grado Riabilita che gestisce l'Ospizio Marino di Grado. Revisore dei conti in Federsanità Anci Fvg è anche presidente dell'Aiop Fvg, Associazione Italiana Ospitalità Privata.

Su Facebook è nato un gruppo a cui puoi aderire anche tu; chiediamo un freno alla nomina di rinviati a giudizio e incompatibili nelle strutture pubbliche: BASTA RINVIATI A GIUDIZIO E INCOMPATIBILI

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