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AVVISO A ZANNIER: NO COMMENT DAI VERTICI LEGHISTI

VIEZZI: PANONTIN RINUNCIA ALLA SPECIALITA' REGIONALE

Nella seduta di ieri del Comitato Faunistico Regionale abbiamo dovuto prendere atto che la giunta ha concretamente rinunciato alle prerogative della specialità del Friuli Venezia Giulia rendendosi supina alle decisioni illegittime del Governo. La questione può sembrare di poca importanza riguardando la materia della caccia ma la procedura seguita nella vicenda rappresenta un precedente che potrà ripetersi in tutte le altre materie di competenza legislativa esclusiva della Regione Fvg di fatto relegandola a mero esecutore della volontà governativa (apri Pdf allegato e leggi). Il 7 gennaio 2015 l'assessore avv. Paolo Panontin (vedi foto), sollecitato dal Ministero dell'Ambiente a modificare il calendario venatorio regionale (che in Friuli è previsto con legge) ad alcune specie di uccelli migratori aveva in seno al Comitato Faunistico da lui presieduto ed in rappresentanza della giunta respinto il dictat adducendo ragioni giuridiche, tecniche e scientifiche assolutamente fondate. In conseguenza di ciò il Consiglio dei Ministri nella seduta del 20 gennaio 2015 aveva per la prima volta esercitato il potere sostitutivo di cui all'art.8 della legge 131/2003 nei confronti delle Regioni "riottose", Friuli Venezia Giulia, Veneto, Toscana , Umbria, Liguria e Marche (vedi allegato Pdf), addirittura con la procedura d'urgenza (di cui al comma 4°) e nel caso del Friuli Venezia disapplicando un articolo di legge (n.24/96). All'epoca la richiesta di partecipazione dei Presidenti di tali Regioni al Consiglio dei Ministri, prevista come obbligatoria dal 1° comma della legge 131, prima dell'adozione del provvedimento sostitutivo era stata inviata solo nella tarda mattinata antecedente il citato Consiglio di fatto impedendo ai massimi rappresentanti degli Organi degli Enti locali e quindi della gente di svolgere le prerogative anche solo dialettiche e di confronto. La posizione assunta dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e del Ministero dell'Ambiente è risultata imprecisa prima che illegittima nell'uso della stessa terminologia sovente confondendo il concetto di procedura "Eu-Pilot" con quella di "contestazione e procedura d'infrazione" lasciando intendere la sussistenza di un'inesistente procedura d'infrazione nei confronti dello stato italiano aperta dalla Comunità Europea, quando in realtà vi era solo una richiesta d'informazioni nel contesto del normale scambio di dati fra Comunità e Stati membri. Il citato provvedimento del Governo è stato impugnato avanti al TAR del Lazio da alcune Regioni, oltre che associazioni e singoli cittadini ma non dalla Regione Friuli Venezia Giulia e la Presidenza del Consiglio non lo ha registrato presso la Corte dei Conti sancendone di fatto la rinuncia e vanificando gli effetti dei ricorsi per cessazione della materia del contendere. Con comunicazione del 5 agosto 2015 il Ministero dell'Ambiente chiedeva nuovamente alla Presidenza della Giunta la riduzione anche per l'anno 2016 del calendario venatorio preannunciando nuovamente, in difetto, l'adozione del potere sostitutivo. Nella seduta di ieri, il medesimo assessore regionale Paolo Panontin a distanza di 10 mesi dalla decisione assunta sul medesimo argomento, sempre in rappresentanza della Giunta Regionale, contraddicendo se stesso ha accolto supinamente le pretese del Ministero dll'Ambiente proponendo la modifica dei calendari venatori regionali (che ripetiamo in Friuli sono previsti con legge regionale) senza addurre alcuna ragione giuridica, tecnica o scientifica. Par necessario, quindi, farsi una ragione del fatto che pur non sussistendo i presupposti di applicabilità della legge 131/03 la Regione Fvg - e quindi tutti noi - nell'approssimazione istruttoria del Governo, nell'inefficienza e trasandatezza dell'intera azione amministrativa, e nella violazione del principio di "leale collaborazione istituzionale", sia stata privata delle sue prerogative e capacità. Pare proprio che il Friuli Venezi Giulia abbia abdicato alla sua specialità nel silenzio più disarmante.

Avv. Paolo Viezzi - Presidente Regionale della Federazione Italiana della Caccia