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CAMBER, ROMOLI E SARO PRENDONO IN MANO FORZA ITALIA

Impossibile trovare un leader, impossibile trovare una guida. Seppur allo sbando, Forza Italia in Friuli Venezia Giulia, non ha la minima capacità di strutturarsi. Quelli che sono i vertici, da non confondere con i leader, non vogliono concorrenti all'interno del movimento di Silvio Berlusconi. Sandra Savino, come sempre coerentemente ha fatto, continua a prendere ordini da Giulio Camber; Riccardo Riccardi abbandonato da quella rete di sindaci che alle ultime regionali lo hanno fortemente sostenuto oggi si appiglia al ruolo di capogruppo; Massimo Blasoni non fa mistero di avere un rapporto privilegiato con Berlusconi ed il suo cerchio magico e guarda con distacco gli amministratori locali e la base. Unica figura a turbare il sonno di Blasoni è quella del sindaco di Cividale Stefano Balloch che Ettore Romoli dipinge come "alto e belloccio, come piacciono al Cavaliere". Alla pari uno squalo che fiuta il sangue delle prede a distanze, Ferruccio Saro si accorge immediatamente dello squarcio che ha lacerato Forza Italia e alterna colazioni con Riccardo Riccardi a cene con Ettore Romoli. A dimostrazione della debolezza di Forza Italia, l'incapacità dei vertici regionali ad individuare dei candidati sindaci per le prossime amministrative. Hanno dovuto chiedere con il cappello in mano a Roberto Dipiazza di correre a Trieste ma con un unico listone per evitare l'imbarazzo di contare il simbolo di Forza Italia. Hanno dovuto far leva sulle tensioni personali fra Elio De Anna e Alessandro Ciriani per convincere il consigliere regionale pordenonese a porsi come finta alternativa all'unico candidato credibile del centrodestra. Udine, da sempre a trazione Blasoni - Riccardi, non ha neppure un gruppo in consiglio comunale e l'unico loro referente a Palazzo D'Aronco, Vincenzo Tanzi si trova come coordinatore cittadino un Gianni Nistri ormai assente e disinteressato dalla politica. Unico punto fermo del partito resta la città di Gorizia governata da dieci anni dal sindaco Ettore Romoli, storico fondatore e senatore degli azzurri; al suo fianco il consigliere regionale Rodolfo Ziberna, uomo astuto e conscio del vuoto assoluto nel centro destra. Ecco allora Giulio Camber, dopo aver appeso più volte scarpe e bastone al chiodo, tornare in campo e convocare per fine mese una riunione di tutti gli eletti di Forza Italia. Sandra Savino gioisce e mette a disposizione la sua segreteria per il giro di telefonate e mail di invito; Riccardi gioisce perchè qualcun altro riesce a fare quanto avrebbe dovuto fare lui. Blasoni, diffidente e attento a non farsi pugnalare alle spalle per l'ennesima volta da qualche commensale con i suoi stessi appetiti, venerdì scorso ha incontrato al caffè San Marco di Trieste la coordinatrice regionale Sandra Savino. Romoli, come sempre tiene il punto, incontra Saro, poi Camber e chiede consiglio a Giorgio Santuz (vedi foto). L'unica speranza è volare alto, mandare a casa gli attuali vertici e ricostruire tutto, magari candidando alla presidenza della giunta regionale un imprenditore o meglio ancora un nome di peso del giornalismo italiano.