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MOSER: IL CORRIDORE PIU' FORTUNATO E LENTO DI FRIULIA

Circa un anno fa, Carlo Moser (vedi foto), 45 anni, trentino, analista con esperienze nelle realtà finanziarie internazionali mai mai operative a capo di qualche azienda, è stato nominato direttore di Friulia. La scelta avvenuta dopo un'approfondita selezione di candidati svolto dalla Dotto Research di Pordenone non ha tardato a creare diverse insiddisfazioni sia da parte del mondo politico che da quello imprenditoriale. Retribuito con il massimo previsto per un "dirigente regionale", circa 150mila euro, gode di una serie di benefit legati al suo incarico. Nonostante l'incarico di alta responsabilità, Moser trascorre mediamente tre giorni alla settimana in Friulia, per i restanti viene dato fuori regione. Non solo; un'altra anomalia contraddistingue la sua recente assunzione in tempi di crisi: il contratto a tempo indeterminato. Eppure le critiche a Friulia sono molte, essenzialmente volte a colpire il suo totale immobilismo e la sua attenzione volta solo verso le grande imprese, tralasciando le necessità di quelle piccole e medie. Insomma più che accompagnare le aziende nella loro crescita, gioca sul sicuro aiutando quelle più consolidate a confermarsi. Pari quasi a zero, anche il numero di pratiche svolto nella SGR, società in cui è socia assieme alla sua omologa "Sviluppo Veneto". Ma se il direttore generale viene visto poco nei corridoi del Palazzo della Finanziaria Regionale, ancora meno presente pare essere il presidente Pietro Del Fabbro, reo di essere troppo spesso irreperibile o non contattabile. Addetto stampa unico di Friulia, dopo l'uscita di Echo Comunicazione è Umberto Malusà, storico portavoce e direttore della comunicazione di Finmeccanica negli anni d'oro, dal 2002 al 2011 e prima ancora, per un decennio, responsabile relazioni esterne di Fincantieri quando dichiarava oltre 238mila euro. Attualmente Friulia, nonostante il rifiuto tassativo dei revisori dei conti di Autovie Venete, da anni continua a prelevare circa 8 milioni di euro a bilancio, grazie ai dividendi della società autostradale di cui è azionista di maggioranza. Nonostante il "prestigioso" nome chiamato da Del Fabbro alla comunicazione di Friulia, da Palazzo i ben informati sostengono che non esca nemmeno una riga previa autorizzazione del potente portavoce di Debora Serracchiani, Giancarlo Lancellotti.