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    PINAT: FANGO SUL VIGNETO FRIULI DALLE AZIENDE DOPATE

    80p

    Compito primario dei Consorzi vitivinicoli, come si legge nella home page del Consorzio dei Colli Orientali del Friuli è "l'attività di formazione, informazione, assistenza tecnica e promozione parallelamente a quello istituzionale di vigilanza e tutela sull'utilizzo della Doc". Ed è proprio laddove si parla di compiti di vigilanza che molti produttori si domandano come sia stato possibile che a finire indagato nell'inchiesta sui Sauvignon dopati ci sia anche la nota azienda agricola di Adriano Giagante (vedi foto), presidente del Consorzio dei Colli Orientali. Non solo, anche il chimico Ramon Persello, indagato per aver fornito alle 17 cantine sotto inchiesta sostanze additive, risulta essere l'enologo del Consorzio dei Colli Orientali. A questo punto, l'ex presidente dell'Ersa, membro dell'Accademia nazionale della vite e del vino, Bruno Pinat, si domanda, qualora questi produttori dovessero essere rinviati a giudizio, se non sia opportuno da parte del Ministero per le Politiche Agricole e la Regione Fvg, costituirsi parte civile per i danni di immagine subiti. In particolar modo, Augusto Bruno Pinat, tramite una lettera inviata alla governatrice Debora Serracchiani, al capogabinetto Agostino Maio e al direttore centrale Francesco Miniussi scrive: "Nel mondo dello sport da cui provengo quando si verifica un caso di doping all'atleta o all'intera squadra vengono revocati i premi e inflitta una squalifica. Ribadendo l'assoluta fiducia nel lavoro delle istituzioni inquirenti e confidando che i potenziali reati ipotizzati non vengano confermati, da persona che sta dedicando tutta la sua vita al mondo del vino, operando a più livelli nel campo della ricerca, sperimentazione e promozione del settore, non posso tacere il grande sconforto che mi procurono questi gravi episodi. Il settore è regolato da norme ben precise, quasi al limite della gestione sotto il profilo burocratico ma chiarissime nel processo di vinificazione. Usare prodotti non consentiti quindi rappresenta un "reato" che, se confermato, verrà eventualmente perseguito. Altro aspetto però è il danno che tutto ciò arreca nel mondo del vino. Non solamente regionale ma nazionale. In qualità di Membro dell'Accademia Nazionale della Vite e del Vino, Istituzione Morale, fondata da Luigi Einaudi nel 1948, non posso tacere quanto male fanno al nostro Vigneto Italia, questi episodi, tanto di più se vedono protagonisti dei vini, oggi oggetto di indagine, quali concorrenti e vincitori di premi internazionali, in concorsi organizzati attraverso notevoli investimenti di denaro Pubblico. Posso ancora solo immaginare la frustrazione dei tanti partecipanti a dette selezioni nel sapere che i loro vini potrebbero non aver ricevuto dei riconoscimenti solo perchè superati in classifica da prodotti "dopati". Le varie Amministrazioni Regionali, negli anni, si sono sempre adoperate a sostenere lo sviluppo del settore. Io stesso nei miei anni di presidenza dell'Ersa, posso garantire che il vino, rispetto alle altre produzioni regionali, ha avuto sempre un'attenzione particolare. A tutti i livelli ed in tutta la sua filiera produttiva. Questo brutto episodio getta uno schizzo di fango che il Vigneto Friuli, nel suo insieme, non si può permettere e che certamente non merita di subire. Soprattutto per il rispetto dovuto alle tante Aziende e viticoltori che ogni giorno operano nella legalità. Bruno Augusto Pinat "

  • Commenti

  • Falsitá?!?vini senza uva?!? Ma chi è che scrive i commenti... Dunque per chi avesse un minimo d'esperienza in campo vitivinicolo capirebbe che certi aromi,così sofisticati e MAI apparsi nei Sauvignon dei nostri territori siano quantomeno discutibili o di interesse per studi più specifici. Casualmente ora viene a galla l'utilizzo di un prodotto NON CONSENTITO dal disciplinare che vá a doppare i vini modificando gli aromi a piacimento... È mia personale opinione che questi soggetti,oltre a danneggiare gravemente l'immagine vitivinicola friulana,debbano essere estromessi a vita da qualsiasi azienda agricola,quello che hanno commesso è vergognoso(per essere educati),proprio perchè non in grado di competere onestamente e in maniera sana come avrebbe dovuto essere! Commento inviato il 13-09-2015 alle 12:36 da l'Enologo
  • Ma cuise Pinat?, sel fasie? Commento inviato il 12-09-2015 alle 08:02 da Italo
  • E' una guerra povera per poveri ! Alla fine ci faranno bere vini stranieri senza dirci come e con cosa sono fatti. La UE ci ha già imposto il formaggio senza latte, tra poco arriverà forse anche il vino senza uva. Commento inviato il 11-09-2015 alle 22:25 da anonimo
  • mi faccio una domanda: perchè questi additivi, che a detta di tutti i mezzi di comunicazione non sono pericolosi per l'uomo,vengono vietati mentre è consentito l'uso di presidi sanitari quali antimuffe, antiparassitari, solfiti e quant'altro la cui tossicità anche in minima quantità per l'uomo è nota e dimostrata? Commento inviato il 11-09-2015 alle 17:33 da mataran
  • Ed ecco gli zombie uscire dal fosso dell'oblio per speculare su una vicenda che nuoce terribilmente all'immagine del vino bianco friulano di qualità. Naturalmente dando per scontato che i produttori che hanno subito il prelievo dei campioni dalle vasche siano certamente colpevoli! Aspettiamo l'esito delle analisi e poi vediamo. Commento inviato il 11-09-2015 alle 15:00 da Gico

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