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MENTRE LA PROCURA APRE UN'IDAGINE, IL CAPO DELLO STATO NOMINA IL DIRETTORE DELLA CASA DI RIPOSO DI PALUZZA CAVALIERE DEL LAVORO

TURISMO FVG: ILLEGITTIMO L'INCARICO DI PETRANGELO

Oggi sono apparse sulla stampa locale delle sconcertanti dichiarazioni da parte del neo direttore generale di Turismo Fvg (vedi foto), dott. Marco Tullio Petrangelo, in merito alle rivelazioni del Perbenista sul bando di concorso per l'assunzione del direttore marketing dell'importante ente funzionale regionale. La prima estremamente grave e preoccupante, è quella relativa al fatto che tutto sarebbe stato più facile se si fosse affidato l'incarico in via diretta come è stato fatto per lui, senza necessità di un bando aperto. Con tale affermazione Petrangelo, ex guru dei rifiuti convertitosi al Turismo, pare non conoscere il principio costituzionale (da ultimo sentenza della Corte Costituzionale nr.37/2015), indicato al comma 1 bis dell'articolo 19 del D.lgd 165/2001, testo unico pubblico impiego, che prevede che l'affidamento di incarichi dirigenziali deve essere sempre, e si ribadisce sempre, preceduto da una procedura aperta con pubblicazione di appositi avvisi. La dichiarazione (rimaniamo in attesa di smentita) di essere stato assunto senza avviso, ha come conseguenza che il suo stesso incarico è da considerarsi illegittimo e che chi via ha provveduto ha violato la legge. La seconda considerazione attiene il fatto che il dott. Petrangelo "scarica" su chi ha organizzato il concorso (bando da lui firmato) il fatto di non aver ritenuto prioritario il requisito della laurea (che come abbiamo ampiamente documentato nel precedente post è un requisito essenziale per ricoprire il ruolo di dirigente in enti pubblici quali Turismo Fvg. Piuttosto che fare affermazioni di tale tenore, sarebbe il caso che apra un'inchiesta interna sull'operato dell'ufficio personale dell'agenzia regionale da lui diretta, i cui vertici godono di indennità ampiamente superiori a quelle consentite per i dipendenti regionali. Inoltre avrebbe quanto meno potuto chiedere dei pareri formali agli uffici regionali competenti (avvocatura e personale), come abbiamo fatto noi, per avere chiarimenti in merito prima di avventurarsi in affermazioni di tale tenore.