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ALBERGO DIFFUSO A GRADO: VIETATO L'INGRESSO AI TURISTI

Mentre la casta regionale fa quadrato attorno ai suoi fratelli peccatori, il mondo economico e la gente comune ha infranto ormai ogni omertà. E così dopo aver scoperto la grande quantità di denaro pubblico confluita nelle tasche di pochi fortunati proprietari di stavoli, ruderi e stalle, adesso straripa fuori dal vaso la voce della vergogna. Molti dei contributi erogati dalla Regione Fvg sarebbero stati utilizzati per sistemare, ristrutturare o alle volte perfezionare acquisti di immobili mai o raramente utilizzati a fini di accoglienza turistica. Una truffa perfetta! Questo sarebbe successo per alcuni ruderi di ex illustri politici regionali ma ancor più nella laguna di Grado e Marano. E così ci viene confidato da albergatori e pubblici amministratori di Grado, che la Regione Fvg ha finanziato attraverso il "bando per il finanziamento di progetti di sviluppo turistico" un progetto di circa due milioni di euro volto a coprire il 50% delle spese di riqualificazione dei casoni e degli edifici adibiti ad albergo delle isole di Porto Buso, Anfora, Valle Ghebo Vacche, Valle Tirelli, Casoni Turlavo, Valle del Moro e Valle Panera Rio D'Ara. I contributi furono individuati dall'allora giunta Riccardo Illy, quando sindaco di Grado era Roberto Marin. Nel 2008 - racconta il presidente della cooperativa Grado Albergo Diffuso Laguna d'Oro, Enzo Tirelli - in pochi appassionati abbiamo cominciato a parlare di un nuovo turismo nella Laguna di Grado. I casoni sono strutture certificate che non impattano dal punto di vista ambientale e le cubature degli edifici non sono state aumentate; inoltre si è scelto di far ricorso a sistemi di fitodepurazione e pannelli fotovoltaici". Verrebbe da dire, tutto troppo bello per farci entrare uno sconosciuto in casa! Provate a prenotare un casone, troverete sempre tutto occupato...