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IN ARLEF PAR FABBRO IL CODIS ETIC NOL ESIST

Debora Serracchiani, visto il diffuso e dilagante malcostume politico, ha prima sbandierato e poi emanato "un sacrosanto codice etico" per i componenti della Giunta; per i dipendenti vige invece un codice di comportamento ben più stringente supportato pure da una recente e corposa normativa. Siamo dell'idea che quello che vale per i dipendenti a maggior ragione dovrebbe valere anche per gli amministratori pubblici, visto che gestiscono cifre imponenti di denari dei contribuenti. Nel caso ARLEF rileviamo che il Presidente Lorenzo Fabbro (in foto con Furio Honsell) presiede pure l'organo tecnico, il Comitato scientifico che esprime valutazioni e punteggi sui vari progetti, poi si siede in CDA e prende in esame la stessa pratica. Al riguardo evidenziamo che già le leggi Bassanini avevano chiramente sancito la separazione di poteri tra indirizzo e gestione, ovvero che il politico dovrebbe limitarsi a fare atti di solo indirizzo. Le norme recenti rafforzano la legislazione preesistente anche in fatto di conflitti di interessi, istituendo il conflitto potenziale (modifiche alla L.241/90), ove l'interessato si astiene dall'intervenire nel procedimento (adottare pareri, esprimere valutazioni tecniche,...) o in ogni altro caso in cui esistano gravi ragioni di convenienza (D.P.R.62/2013). L'ANAC (Agenzia Nazionale Anticorruzzione) ribadisce che "nel caso sussista un conflitto di interessi anche potenziale, l'obbligo di astensione costituisce una regola di carattere generale che non ammette deroghe ed eccezzioni". Nello specifico ci piacerebbe piacere se il Presidente dell'Arlef Lorenzo Fabbro, presiedendo i lavori del Comitato Scientifico, si sia astenuto o meno su pratiche riguardanti la Cooperativa della quale era stato a lungo vice presidente e forse tuttora socio (apri allegato Pdf e leggi verbale cda pag.2). Dal curriculum di Lorenzo Fabbro rileviamo che lo stesso come dipendente pubblico opera presso un Centro per l'impiego, uffici che dal primo luglio 2015 sono passati di competenza dalla Provincia alla Regione; in questo caso ci troveremmo poi nella spiacevole situazione di un dipendente dell'Amministrazione Regionale che presiede un Ente da essa controllato (per casi analoghi vedi pronunciamenti ANAC); peraltro la Corte dei Conti è intervenuta su casi similari sancendo che secondo il principio di omnicomprensività della retribuzione gli eventuali emolumenti per cariche ricoperte debbano confluire nel fondo del salario accessorio generale dell'Ente. Che farà adesso l'etica giunta?

ART.2532 CODICE CIVILE

RECESSO SOCIO: 4) Il recesso ha effetto per quanto riguarda il rapporto sociale dalla comunicazione del provvedimento di accoglimento della domanda. Ove la legge o l'atto costitutivo non preveda diversamente, per i rapporti mutualistici tra socio e società il recesso ha effetto con la chiusura dell'esercicio in corso, se comunicato tre mesi prima, e, in caso contrario, con la chiusura dell'esercizio successivo. /// Lorenzo Fabbro, nominato presidente di Arlef il 24 gennaio 2014 si è dimesso da vicepresidente della cooperativa di Radio Onde Furlane il 14 gennaio 2014 ma ai termini di legge rimane socio fino al 31 dicembre 2014. La stessa copia del verbale del cda della Cooperativa allegata in Pdf a pagina 2 presenta diversi lati oscuri sulla partecipazione del già nominato presidente di Arlef Lorenzo Fabbro.