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CASO VIOLINO: L'INTOCCABILITA' DELLA CASTA REGIONALE

Sarà proprio l'organismo di cui lo stesso consigliere regionale Claudio Violino (vedi foto) fa parte, ossia la giunta delle elezioni, che mercoledì 15 luglio al terzo punto dell'odg dovrà esprimersi sulla ventilata ipotesi di ineleggebilità dell'ex esponente leghista. La commissione, presieduta da Franco Iacop, già nei giorni scorsi aveva ufficiosamente tranquillizzato Violino circa l'esito del voto. E lo stesso fece, un "anonimo" dirigente regionale sbilanciadosi con la stampa locale. Non solo; la stessa commissione, con il voto a favore anche di Violino, recentemente ha salvato i consiglieri Enio Agnola ed Enzo Marsilio dalle problematiche collegate alla gestione dei fondi ottenuti per gli Alberghi Diffusi. La poltrona di un leghista convertito varrà almeno quanto due poltrone democratiche, potrebbero pensare i più cinici? Incuriosisce e stupisce, la formula (apri allegato Pdf e leggi) quasi misteriosa, utilizzata dal segretario generale del consiglio regionale, Augusto Viola, nel sopra citato terzo punto dell'odg, che recita testualmente: "Esame dell'istanza del sig. Stefano Teghil in merito alla presunta causa di ineleggibilità di un consigliere regionale". Per quale ragione, dovendo discutere della presunta ineleggibilità di Claudio Violino, non si è voluto nemmeno citare il suo nome nella convocazione destinata ai soli componenti della giunta delle elezioni?