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IL CODICE ETICO CHE IMBARAZZA MARIAGRAZIA SANTORO

Un codice etico ( vedi Pdf allegato) che vincola, anche al di là degli obblighi già sanciti per legge, presidente della Regione e assessori (vedi foto) a una buona politica, alla ricerca dell'efficacia e dell'efficienza dell'azione amministrativa, al contenimento dei costi senza pregiudicare la qualità. E soprattutto all'imparzialità, allo spirito di servizio, alla trasparenza, alla lealtà, alla responsabilità, evitando qualsiasi conflitto di interesse. Lo ha istituito la Giunta regionale, nell'ultima seduta di Giunta, su proposta della stessa presidente, Debora Serracchiani. Ma per quale ragione impegnare alla trasparenza e alla correttezza solo la giunta regionale e non anche la maggioranza consigliare che sostiene la giunta? In effetti, è proprio fra i consiglieri regionali Enzo Marsilio, Enio Agnola e Daniele Gerolin che sono scoppiati i primi "focolai" di astuzia personale. Va poi ricordato, che dal giorno della sua nomina, l'assessore regionale alle infrastrutture e alla pianificazione territoriale, Mariagrazia Santoro (Pd), è stata fortemente criticata da molti suoi colleghi architetti per una lunga serie di possibili conflitti di interesse nella stesura e nell'approvazione di piani regolatori di varie amministrazioni locali. Abbiamo già scritto e documentato in merito alla variante del piano regolatore di Tarvisio e Pontebba, ma anche a Budoia il clima era teso. Non solo; tensione anche sulla progettazione del piano regolatore di Pradamano e di Caneva il cui iter sarebbe stato approvato dalla stesso architetto che lo ha redatto. E che dire della revisione generale del regolamento edilizio del Comune di San Daniele del Friuli?